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L’attesa

Camera di Commercio del Sud Est , per il nuovo consiglio manca solo l’ultimo atto. "A luglio procedura finita"

Per il segretario generale dell'ente che raggruppa le imprese di Catania, Ragusa e Siracusa, Condorelli, «ormai manca poco». Lunedì la consegna delle manifestazioni di interesse per le quote Sac

13 Giugno 2026, 08:00

14:57

«Per il nuovo consiglio della Camera di Commercio del Sud Est manca solo l’ultimo atto. A luglio procedura finita»

«La prossima settimana invieremo l’ultima comunicazione alle associazioni di categoria per il rinnovo del consiglio camerale, relativa ai controlli a campione previsti dal regolamento sulla regolarità dei loro iscritti. Avranno dieci giorni di tempo per rispondere». Rosario Condorelli, segretario generale della Camera di Commercio del Sud-Est Sicilia, che dal 2017 raggruppa le imprese di Catania, Ragusa e Siracusa, è chiaro: «Ci siamo quasi, penso che a metà luglio potremo inviare il tutto alla Regione siciliana. Poi le associazioni potranno indicare, secondo le quote, i propri consiglieri».

La Camera di Commercio è ormai da oltre tre anni senza un Consiglio che, come spiega Condorelli, che è anche il responsabile unico del procedimento per il rinnovo, «non è eletto», ma è formato secondo una complessa ripartizione. A disciplinare il tutto è il decreto 155 del 2011 dell’allora Ministero dello Sviluppo economico (oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Mimit). Semplificando: si parte dal totale delle imprese e delle unità locali, ben 201mila, si ripartiscono poi i 22 seggi previsti (più altri tre, spettanti a sindacati, professionisti e associazioni consumatori) secondo i parametri previsti dal decreto, ovvero numero di occupati, il valore aggiunto dei settori nel territorio e la quantificazione dei diritti camerali pagati. Una operazione eseguita in fase preliminare dal Mimit. Da qui parte il complesso iter interno: il primo atto è stato un decreto del presidente della CamCom (in questo caso il commissario, che lo ha emesso a settembre 2025) che ha richiesto alle varie sigle una documentazione completa sugli iscritti. La CamCom ha ricevuto 121 “plichi” a fine 2025, che sono stati verificati, con in mezzo anche un ricorso al Tar (vinto dalla CamCom), fino ad arrivare a 115 “posizioni” da occupare. Non si tratta di 115 associazioni di categoria, ma appunto di richieste basate sui codici Ateco degli iscritti. Così chi storicamente si occupa, ad esempio, di artigianato, potrebbe avere consiglieri per settori diversi come “servizi alle imprese” o altro.

Particolari, quelli procedurali, non di poco conto nei giorni in cui il tema è tornato al centro del dibattito cittadino dopo il Consiglio comunale straordinario della scorsa settimana che si è occupato della privatizzazione della Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. La Camera di commercio è infatti il socio di maggioranza con oltre il 60% delle quote di Sac e, nelle parole pronunciate in Comune dai rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria etnee - Confindustria, Confcommercio, Cna e altre - arrivare a una eventuale deliberazione per la cessione con l’ente ancora commissariato sarebbe per loro inaccettabile. Anche perché la vendita potrebbe valere centinaia di milioni di euro. L’attuale commissario straordinario della CamCom Antonino Belcuore si è insediato a gennaio del 2023 su nomina della Regione, dopo che a luglio del 2022 il presidente Pietro Agen e poi parte del Consiglio si era dimesso proprio per le polemiche legate al consiglio di amministrazione di Sac. In mezzo sei mesi in cui la “casa delle imprese” era rimasta senza vertici. Una “casa” oggi particolarmente vuota: l’ente, a fronte di una pianta organica teorica di 96 unità, ha al momento solo 42 lavoratori, di cui 30 a Catania, 5 a Siracusa e il resto a Ragusa. Pochi, quindi, ma le carenze di organico sono passate in secondo piano in questi anni caotici fatti di grandi polemiche: per lungo tempo la diatriba della nuova separazione tra Catania, Siracusa e Ragusa è andata avanti, con al culmine un decreto nel periodo Covid per arrivare alla separazione. Decreto poi ritenuto illegittimo dalla Corte costituzionale nel 2023.

In conclusione, dunque, il nuovo consiglio camerale potrebbe essere già operativo in tempo per le fasi conclusive della privatizzazione. Al momento questa procedura è ferma alla fase preliminare, le manifestazioni di interesse, che potranno essere consegnate fino a lunedì. «Tengo però a precisare - conclude Condorelli - che abbiamo inserito sul sito in evidenza tutta la documentazione inerente il rinnovo del Consiglio, compresi ricorsi e decreti interni».