×

La seduta straordinaria

Privatizzazione Sac, le posizioni di sindacati e associazioni datoriali: «Non possono decidere in pochi»

Confindustria e Confcommercio, ma anche Cna, Claai, Casartigiani. E poi Cisl, Confsal, Cisal, Uil e Ugl: il confronto in consiglio comunale ha restituito varie proposte

05 Giugno 2026, 18:58

19:10

Fontanarossa, il colosso Mundys osserva ma la privatizzazione è tutta da giocare

Non solo consiglieri comunali: nella seduta straordinaria di oggi del senato cittadino per parlare della privatizzazione dell’aeroporto, a intervenire sono stati tanti rappresentanti anche di sindacati e associazioni datoriali. Si è trattato di una seduta nella quale gli ospiti più attesi, i vertici Sac e Camera di commercio, ovvero l’ente che ha la maggioranza azionaria della società di gestione dell’aeroporto, erano assenti, come sottolineato a più riprese in aula questa mattina. E anche Antonio Sasso della segreteria Cisal di Catania, il primo degli ospiti della seduta a parlare, lo ha sottolineato, aggiungendo: «Quando il Comune chiama è correttezza istituzionale da parte di tutti partecipare a un consiglio così importante per cercare di capire le ripercussioni di questa vendita di un hub strategico. Mettiamo dei paletti però: chiediamo fusione di Sac spa e Sac service e messa in sicurezza dei livelli occupazionali. Che dia benefici per tutta la città».

Antonio Santonocito, segretario provinciale di Confsal è intervenuto subito dopo: «Ci chiediamo perché la politica ha rinunciato a investire sul territorio delegando ad altri? non potevano cedere il 49%? Il dibattito di oggi ha confermato che la città era fuori da questo discorso. E pensiamo alla tutela dei lavoratori, pensando a modalità come cessioni di ramo di azienda. Le prospettive sono nebulose a ora».

Poi è stato il turno di Cristina Busi, presidente di Confindustria Catania: «Non vorrei fare la cassandra ma sono i dubbi che da anni esprimiamo anche noi. Siamo super favorevoli alla privatizzazione ma al tavolo devono esserci tutti gli azionisti, tutte le imprese. Una trattativa si fa così», in riferimento alla Camera di commercio che a oggi è commissariata senza un consiglio. Poi specifica: «Siamo favorevoli alla privatizzazione perché ognuno deve far il suo mestiere, Catania è il più importante aeroporto del Sud. Dobbiamo paragonarlo non a Bologna che ha tante inefficienze, e lo dico da bolognese, ma ai più grandi scali internazionali». Solo che, conclude, le modalità per affrontare un passo così importante non sono quelle giuste. «Siamo il cuore del Mediterraneo. Vogliamo restare indietro anche su aeroporti come Tirana?».




Maurizio Attanasio, segretario generale di Cisl Catania, ha preso la parola subito dopo: «Per il futuro dell’aeroporto di Catania, occorre una strategia condivisa con i lavoratori, che punti su sviluppo, partecipazione e buona occupazione, Con un tavolo permanente di confronto con i soci pubblici e privati e i sindacati maggiormente rappresentativi del comparto aeroportuale e dell’intero indotto». Poi ha specificato: «Abbiamo accolto con convinzione l’invito del presidente del consiglio comunale, Anastasi, e riteniamo doveroso ringraziare il consigliere comunale Piermaria Capuana per avere promosso la convocazione. I temi emersi nel corso del dibattito coincidono con le riflessioni che la Cisl porta avanti da tempo. Continuiamo a sostenere la necessità di una visione “olistica”, partecipata e integrata dello sviluppo urbano e metropolitano». E poi ha concluso: «Al sindaco Enrico Trantino, anche nella sua qualità di sindaco della Città Metropolitana, chiediamo di farsi promotore e garante della costituzione di un tavolo permanente di confronto che coinvolga Sac, Camera di Commercio, gli altri soci pubblici e privati e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto aeroportuale e dell’intero indotto».

Antonio Oranges, coordinatore di Uil trasporto aereo Sicilia, ha invece sottolineato nuovamente che «per tutelare i lavoratori, oltre 800, questi avrebbero dovuto fare un passaggio in Sac prima della privatizzazione», una richiesta simile a quella formulata da Cisal, e non solo. 

Andrea Milazzo, segretario di Cna: «Questo tema accompagna l’aeroporto da almeno dieci anni, per recepire le risorse per crescere. Noi non abbiamo aeroporto, ma una concessione con Ena, che prevede di spendere oltre 400 milioni nei prossimi anni. Ma c’è il tema della rappresentanza, è l’asset strategico e patrimoniale principale della Camera di Commercio. Rispetto a temi così importante i soggetti legittimati non ne sono parte», tornando ancora al commissariamento dell’ente che ha oggi la maggioranza di Sac.

Tema che accomuna anche Rosario Alfino di Confcommercio, per il quale «l’anomalia sono quelle quote, oltre il 60%, non rappresentate. Sarebbe la casa delle imprese. Il problema non è se siamo contrari o a favore, ma che non ci sono tutte le voci». E anche Orazio Platania della confederazione artigiani Claai: «La vendita è importante è non si può farla decidere solo a pochi commissari. Non sappiamo nemmeno la base d’asta con quattro anni di commissariamento solo per avviare le procedure di elezioni». 

Alberto Zapparoli di Casartigiani Catania: «Questa manovra non può esser un momento per deresponsabilizzarsi da parte delle parti in causa. Ma ci vuole il dialogo per rilanciare la città. Nel mondo le infrastrutture nascono dal nulla, e questa è una occasione da non perdere».

Ultimo intervento di Agatino Minutola, responsabile Ugl Trasporto aereo per la Sicilia Orientale: «Noi siamo per una privatizzazione non subita. La conditio sine qua non deve essere che tutto il personale di Sac Service rientri in Sac. Poi ricordo che il pubblico è imbrigliato dalla burocrazia come dimostra il terminal Morandi che si sta abbattendo dopo anni. Il privato non è imbrigliato e se sbaglia paga in prima persona. Qui si è fatto l’esempio di Bologna, ma si poteva fare quello di Fiumicino anche oltre Napoli, che in effetti è emerso.