La replica
Oda Catania, Landi sulla decisione del giudice sul Durc: «Nessun fallimento, solo diritto»
Il presidente del Cda della Fondazione Opera diocesana di assistenza: «Il percorso per sanare l’ente prosegue regolarmente»
«Niente panico». Si potrebbe riassumere così la posizione ufficiale della Fondazione Opera diocesana di assistenza (Oda) su quanto deciso dalla recente ordinanza della Quarta sezione civile - procedure concorsuali del Tribunale di Catania relativamente alla mancata concessione del documento unico di regolarità contributiva (Durc). Ma l’avvocato Adolfo Landi, presidente del Consiglio di amministrazione dell’ente legato all’arcidiocesi guidata da Luigi Renna, invita alla calma: «È solo su punti di diritto, non c’entra nulla un eventuale fallimento», come riferisce a “La Sicilia”. Poi, visto il momento molto delicato, affidata a una lunga nota una risposta più completa.
«Informiamo - si legge nel testo - che in data 12 febbraio il Tribunale di Catania ha rigettato il ricorso cautelare presentato da Oda per ottenere il rilascio del Durc, che sarebbe stato utile al fine di incassare i crediti liquidi ed esigibili maturati dalla Fondazione nei confronti dell’Asp e degli altri Enti pubblici, per le prestazioni fin qui effettuate», è la premessa. Poi la nota entra nel merito: «Purtroppo il Tribunale di Catania ha ritenuto inammissibile il ricorso, unicamente per motivi di diritto, consistenti nell’adesione ad un orientamento giurisprudenziale minoritario, che non ritiene possibile un intervento dell’Autorità giudiziaria in tal senso, quand’anche la misura sia utile per il risanamento dell’ente e nell’interesse dei creditori».
Landi precisa poi nel testo «che l’ordinanza - avverso la quale si sta valutando se presentare reclamo - non contiene alcuna valutazione negativa circa il percorso di risanamento della Fondazione, che sta proseguendo regolarmente. Dal 1 febbraio è divenuto operativo l’affitto del ramo d’azienda sanitario, che ha assicurato la continuità aziendale, la salvaguardia dei posti di lavoro e la correntezza del pagamento delle retribuzioni ai lavoratori». Sulle implicazioni pratiche del diniego al Durc del giudice, che come si legge nella richiesta della stessa Oda al Tribunale impedirebbe l’incasso di circa 3 milioni di euro e quindi possibili pagamenti ai lavoratori da mesi in attesa, chiede infine di attendere ulteriormente: «Nei prossimi giorni Oda darà ulteriore impulso al piano di risanamento, anche al fine di assicurare il pagamento delle retribuzioni pregresse maturate dai lavoratori», conclude Landi.
