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La seduta straordinaria

Privatizzazione aeroporto, il Consiglio comunale critica l'assenza di Sac: «C'era il volo per il Canada»

Due ore in aula per ribadire punti già affrontati, come le critiche all'operazione mentre la Camera di commercio è commissariata. E così è il sindaco Enrico Trantino - Comune e Città metropolitana gestiscono insieme il 14% delle quote - a rassicurare da parte del Cda di Sac sull'operazione

05 Giugno 2026, 15:22

16:03

 

«Forse era meglio temporeggiare, ci sono ancora procedure da espletare e aspetti che non possono essere divulgati». Esordisce così Enrico Trantino, ospite questa mattina del Consiglio comunale per la seduta straordinaria dedicata alla privatizzazione della Sac, la Società di gestione dell’aeroporto di Catania e di quello di Comiso, di cui il Comune ha il 2.04% e la Città metropolitana (sempre rappresentata da Trantino) il 12.12%. La manifestazione di interesse per l’acquisizione di una maggioranza delle quote societarie, dal 51% al 65%, è stata pubblicata lo scorso 4 maggio e, dopo una prima scadenza fissata al 3 giugno, questa è stata spostata al 15 dello stesso mese per via delle tante incombenze burocratiche alle quali anche i grandi colossi interessati devono far fronte con non poche difficoltà, come nei giorni scorsi ha spiegato la stessa Sac nel provvedimento di proroga. E oggi Sac non era presente in aula. La presidente del consiglio di amministrazione Anna Quattrone, e l’amministratore delegato Nico Torrisi, erano infatti attesi. Ma, come ha spiegato Trantino in aula «oggi c’era l’inaugurazione del volo Catania–Montreal e doveva esserci la giusta accoglienza, forse ho sbagliato a indicare la data». Presenti invece varie associazioni datoriali e sigle sindacali: nell’elenco degli invitati dal Consiglio figurano Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confindustria, Confesercenti, Coldiretti, Cgil, Uil, Ugl, Cisl, Confsal, Cisal, Feditalimprese, Upla-Claai - Catania

 

La seduta è stata stabilita dal presidente del Consiglio Sebastiano Anastasi su richiesta dal Capigruppo di Forza Italia Piermaria Capuana. Che ha esordito proprio sottolineando l’assenza non solo di Sac ma anche della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, che è il socio pubblico di maggioranza attualmente con il 60.64% di Sac. Ovvero, il soggetto che rinuncerebbe al controllo. E che ne trarrebbe naturalmente anche i maggiori vantaggi economici. «Essere qui sarebbe stato un segnale di attenzione e rispetto verso la città. Anche perché non siamo qui per fare una battaglia ideologica contro la privatizzazione. Ma l’aeroporto è parte di Catania, e il suo destino non riguarda solo i soci ma la crescita di tutta la città. Non possiamo valorizzare il presente senza pensare al futuro. Non tutti gli investitori sono gli stessi. Dobbiamo mirare alla qualità del progetto industriale. Ricordandoci che stiamo affrontando la privatizzazione con il socio di maggioranza commissariato, cioè mentre non rappresenta le imprese delle province di Catania, Siracusa e Ragusa», ha detto Capuana. Ricevendo anche un applauso, gesto subito “stoppato” dall’attento presidente Anastasi.

 

Proprio Anastasi, in apertura, aveva anche ricordato come a Sac e Camera di commercio «era stata data la possibilità di partecipare in questa prestigiosa aula consiliare anche da remoto, una cosa mai concessa agli ospiti». Le assenze, giocoforza, hanno quindi segnato la seduta, che si è sviluppata con tematiche già trattate in altri momenti. A partire dalle critiche di Graziano Bonaccorsi, del Movimento 5 Stelle: «Ringrazio Capuana per questa seduta. Io ricordo le critiche nel 2023 in occasione dell’incendio dell’aeroporto, le critiche del sindaco Trantino alla gestione dell’aeroporto. Perché ora ha cambiato idea?».

 

Bonaccorsi poi cita l’analisi fatta nei giorni scorsi dall’associazione Volerelaluna che raffronta Catania a un altro aeroporto pubblico, Bologna, che ottiene migliori risultati economici con un numero di passeggeri inferiore (11,5 milioni contro i 12,5 annuali di Catania). Anche quell’aeroporto è gestito nella sua quota di maggioranza dalla Camera di Commercio (oltre il 40% delle quote) ma Mundys, una delle società (controllata a sua volta dalla famiglia Benetton) che sarebbero interessate a Catania, ne ha il 29%. La Sac di Fontanarossa e Comiso è oggi solo a partecipazione pubblica.

 

Il capogruppo Mpa Orazio Grasso, oltre a recriminare l’assenza di Sac e Camera commercio in aula, si rivolge al sindaco: «La Città metropolitana con le sue quote ha un ruolo determinante, è una infrastruttura strategica, quindi l’attenzione deve essere massima. La logica non può essere solo una mera operazione di cassa per gli enti soci. Ci sono esempi efficienti di privatizzazione, come Napoli, ma in altri casi ci sono state storture. Si faccia tutto con la massima trasparenza».

 

Giovanni Magni, capogruppo di Fratelli d’Italia, ricorda «l’importanza del confronto» e ritorna a sottolineare l’assenza di Sac e Camera commercio. Aggiungendo poi «la Sac in passato non ha avuto problemi a confrontarsi con questo Consiglio, ricordo la seduta per il Terminal B. Noi come gruppo siamo favorevoli alla privatizzazione, che non vuole dire svenderlo». Anche Matteo Bonaccorso, del Pd, ricorda l’importanza «della trasparenza visto il livello di complessità della procedura» e chiede al sindaco «quale è a oggi il valore di Sac? Da bando questo dipenderà da quello che verrà proposto. A Trieste venne messa come base d’asta nel 2022 la cifra, circa 32 milioni. Perché non possiamo avere i dati e il piano industriale? E vogliamo garanzie sull’occupazione». Per la destinazione degli introiti dell’eventuale vendita delle quote chiede invece al sindaco, unico dei soci Sac presenti, come verranno spese.

 

Bruno Brucchieri (Mpa) ricorda che nel novembre 2023 (quando lui era assessore nella giunta Trantino) era «accanto al sindaco a chiedere chiarimenti a Sac che non sono mai arrivati». E poi ricorda che fare scelte come la privatizzazione «passa anche da noi, dal Consiglio comunale, signor sindaco». Alessia Trovato, capogruppo di “Trantino sindaco”, osserva invece che «non conta chi entrerà con il 51%, ma anche come si organizzerà il restante 49% pubblico». Maurizio Zarbo, consigliere di Lega - Prima L’Italia, stigmatizza di nuovo le assenze, e aggiunge che le scelte relative all’aeroporto riguardano «la qualità della vita di tutti i quartieri di Catania interessati».

 

Gianina Ciancio (M5s) fa poi notare che «la cerimonia per Montreal è finita, spero si presentino» e poi che «la società potrà revocare e interrompere la procedura». Ciancio però dice senza possibilità di fraintendimento: «Io sono contraria alla privatizzazione, questa scelta è politica. Stiamo procedendo con “prima vendiamo, poi si vede” anche su tutele occupazionali e altro. E ricordo che la Camera di commercio è commissariata, quindi dipende dalle scelte politiche della Regione. Non venga l'aeroporto utilizzato come asso nella manica da qualche ente per risanare i suoi bilanci», un riferimento (non esplicito) in questo caso sempre alla CamCom e all’annosa vicenda dei debiti previdenziali. Damien Bonaccorsi (Pd) torna poi a stigmatizzare, anche lui, l’assenza di Sac e CamCom in aula e dice che «era meglio convocare questo consiglio prima della data originaria del 3 giugno».

 

Al sindaco Trantino infine il ruolo di tirare le fila del dibattito: «Non entro nel merito di quel che accade nella Camera di Commercio, ho detto che il commissariamento era un vulnus, ma quando si saprà l’esito della prima fase della privatizzazione dovrà essere convocato un consiglio comunale. Se la Camera di commercio non potrà farlo mi dispiace ma non è una cosa che riguarda me. Ma - prosegue - è chiaro che anche io faccio parte del Cda di Sac. Per seguirlo ho nominato l’avvocato Franchina, qualunque valutazione la stiamo seguendo con grande responsabilità non solo attenzione. Perché privatizzare? Lo scalo sta correndo come quasi nessun altro al mondo». Trantino fa l’esempio del terminal Morandi, «del cui abbattimento si parla dal 2008» e i capitali privati per il sindaco possono accelerare questi processi di ammodernamento. E su Bologna sottolinea «ha tanti spazi commerciali che garantiscono i grandi introiti, Catania non ha quegli spazi. Non leggiamo i dati in modo distorto». Poi «verranno prese in considerazione le cinque offerte più alte» dice ancora Trantino, che pensa ci sarà «una corsa al rialzo» e parla esplicitamente di quota un miliardo xome cifra possibile. Perché «nessuno vuole essere tirato fuori dalla comperizione». Trantino parla quindi di un futuro che vedrà a breve «fasi che sono a salvaguardia del territorio», e paragona Catania non con Bologna ma «con Nizza, con la Costa Azzurra cresciuta grazie all’aeroporto anche come territorio».