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Il caso

Tifosi della Spagna in festa sull'Amenano, bufera sui social: parla il sindaco Trantino

Il primo cittadino sui festeggiamenti per la vittoria del Mondiale di calcio: "Comprendo il desiderio di fare festa ma questo non giustifica i modi incivili"

20 Luglio 2026, 13:10

19:49

Delle immagini mostrano alcuni tifosi, apparentemente stranieri, mentre esultano in piedi sulla Fontana dell'Amenano, in piazza Duomo, il monumento che i catanesi conoscono da sempre come 'a Acqua o linzolu.

Un momento di festa per il successo della Coppa del Mondo di Calcio, vinta dalla Spagna che si è trasformato in un caso mediatico, per l'utilizzo improprio di uno dei beni più simbolici e fotografati della città.

Un episodio che, come ricorderanno i catanesi più attenti, riporta alla memoria un fatto simile accaduto negli anni '90, quando alcuni turisti stranieri, per scattarsi una foto ricordo, salirono sulla Fontana dell'Elefante, il Liotru simbolo di Catania, finendo per sfregiare uno degli storici putti che ornano la base del monumento.

Interpellato sulla vicenda attuale, il sindaco di Catania Enrico Trantino ha commentato così:

"Da un lato sono episodi di esuberanza che si verificano in tutto il mondo quando ci sono queste occasioni di festa, dall'altro le buone creanze dovrebbero essere rispettate, a prescindere che lo dica il sindaco, ma perché probabilmente erano insegnate dai genitori a ciascuno di questi ragazzi.

Io comprendo che ci possa essere il desiderio di fare festa rispetto al successo della Coppa del Mondo di Calcio, ma ciò non deve mai consentire e legittimare l'utilizzo dei beni pubblici per manifestare in modo, certamente inurbano, ma vorrei dire anche incivile, questi desideri di festa. Bisogna tutelare i beni delle città soprattutto."



Alla domanda se i responsabili saranno identificati - le immagini sono state pubblicate dal quotidiano online Sicra Press - per chiedere scusa alla città, il primo cittadino ha chiarito che non ci sono gli estremi per procedere:

"Non si può identificare chi non ha commesso un reato, qua il problema è che non c'è un reato, quindi diventa anche difficile identificarli rispetto all'impossibilità di ottenere un riconoscimento facciale. Dovrebbe appartenere al buon senso di ciascuno di loro chiedere scusa alla città e sono certo che attraverso questa comunicazione, questa possibilità di ascoltare il sindaco della città, qualcuno di loro lo vorrà fare perché sono ragazzi che più delle volte vengono a studiare e quindi hanno il dovere di contribuire al benessere collettivo rispettando la città che li ospita."