L'opera
San Cristoforo, inaugurato il murale dei "4 picciriddi". «Memoria e responsabilità»
Realizzato sulla facciata della "Città dei Ragazzi" in via Gramignani, svelata alla presenza del presidente dell'Ars Gaetano Galvagno e del sindaco di Catania Enrico Trantino
Una "memoria che diventa responsabilità". Questo il nome scelto per l'evento inaugurale del grande murale in via Gramignani dedicato a 4 picciriddi di età compresa tra i 13 e i 15 anni: Giovanni La Greca, Riccardo Cristaldi, Lorenzo Pace e Benedetto Zuccaro, ovvero quei ragazzi, poco più che bambini, uccisi per volere dei Santapaola esattamente 50 anni fa. La storia è quella di uno "sgarro", ovvero lo scippo da parte di uno di loro della borsetta alla madre del boss Nitto Santapaola, all'epoca in ascesa e che di lì a pochi anni sarebbe diventato l'assoluto padrone della criminalità catanese. E questa mattina sulla facciata de La Città dei ragazzi, storico ente assistenziale presente nel quartiere - precisamente Angelo Custodi - da ben oltre mezzo secolo e che continua con l'impegno di Marco Barbarossa, presidente della società che lo gestisce, a supportare i minori con varie attività. E da un anno anche con una rete, un Patto educativo San Cristoforo. «Un doppio anniversario, e da qui il nome dell'iniziativa: non solo memoria ma anche atti concreti per il presente», specifica Barbarossa.
Il murale "Siamo solo Picciriddi", realizzato dall'Associazione We Catania, ha visto il coordinamento del designer BoB Liuzzo e il contributo di quattro artisti etnei, ovvero Antonio Anc Barbagallo, Marinella Riccobene, Luka Skore e Chiara Abramo, ed è stato realizzato con il contributo della Fondazione Federico II. Proprio Gaetano Galvagno, presidente dell'Assemblea regionale siciliana e della Fondazione Federico II, questa mattina era presente.
«Continuiamo con quest’opera - spiega Galvagno - il progetto del “la strada da seguire”, iniziativa nata, qualche anno fa, per raccontare una storia differente della Sicilia e dei siciliani. Purtroppo veniamo considerati come la terra di Santapaola, come la terra di Riina, di Provenzano, invece noi vogliamo riscattare e ricordare persone differenti, noi vogliamo essere la terra di Falcone, Borsellino, Boris Giuliano, e raccontare la storia anche di questi quattro ragazzi, picciriddi. Una storia assolutamente triste che deve essere ricordata e l'abbiamo fatto qui nel cuore di Catania a San Cristoforo e ringrazio la famiglia Barbarossa per avere collaborato e noi come Fondazione Federico II siamo assolutamente orgogliosi di poter aver aggiunto un altro tassello a quell'opera muraria che stiamo cercando di realizzare in molte parti della Sicilia».
Presente anche il sindaco di Catania Enrico Trantino, che annuncia anche un monumento per queste quattro giovanissime vittime. «È la storia di quattro esistenze negate per logiche che non devono appartenere a una città normale. Adesso la città che ha desiderio di riscatto e anche da queste opere, da queste iniziative parte il grido di chi desidera veramente che Catania vada verso un futuro diverso da quello che abbiamo vissuto negli scorsi anni, fatto da troppe ambiguità, da troppi collateralismi. Non ricordiamo mai che per sua espressa dizione, l'associazione mafiosa si basa sulla cultura della prevaricazione e non solo per conseguire fini illeciti, ma anche per conseguire soluzioni di situazioni di potere. E questo dobbiamo stare attenti a che non accada. Il potere deve essere esercitato, dando ai cittadini proprio la sensazione che viene fatto nel loro interesse, non per realizzare obiettivi propri da parte di chi lo esercita. Per quanto riguarda i quattro picciriddi si tratta solamente di un rinvio a un nuovo appuntamento perché è nostra intenzione appena inaugureremo la via Toledo, questa zona che sta subendo un forte intervento di rigenerazione, anche ridestinare un monumento a imperituro ricordo di questi quattro nostri giovani concittadini catanesi che avrebbero potuto avere una vita diversa da quella che parrebbe inizialmente avevano intrapreso, ma che è giusto ricordare perché appartiene a una pagina brutta della città che abbiamo bisogno di cancellare, quanto meno di superare».
Accanto al grande murale, è stato realizzato anche il "Muro del Piatto", un'installazione collettiva curata dalla stessa associazione, alla cui realizzazione hanno contribuito istituzioni, realtà del territorio, artisti e cittadini. Spiega l'ideatore Liuzzo: «Si tratta di una operazione di design condiviso: abbiamo chiesto a bambini, adulti, giovani e anziani del quartiere di prendere un semplice piatto di ceramica bianco e disegnare sopra. Unica richiesta: utilizzare i quattro colori».
Alla giornata di svelamento del murale erano presenti anche il presidente del Consiglio comunale di Catania Sebastiano Anastasi, la vicepresidente della commissione regionale antimafia Josè Marano, gli assessori comunali Viviana Lombardo (politiche giovanili e beni confiscati) e Andrea Guzzardi (pubblica istruzione), il presidente del Primo Municipio Francesco Bassini e naturalmente molti degli aderenti al "patto" educativo come la preside dell'istituto Rita Atria che ha sede proprio di fronte la Città dei Ragazzi, la professoressa Cetty Tumminia.


