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Il blitz al Casello di San Gregorio

«Siamo qui per comprare una cucina», ma invece erano corrieri della droga

Sequestrati 28 chili di cocaina e hashish. Arrestati un uomo e una donna, quest'ultima per passare inosservata era col figlio

14 Maggio 2026, 11:42

18:20

Dalla Calabria in Sicilia per trasportare un fiorente carico di droga destinato a qualche grossista catanese. Il carico è stato distribuito su due automobili. I corrieri assoldati sono stati un uomo e una donna calabresi che sono finiti in manette.

I due, 35 anni lui 29 lei, sono partiti dalla punta dello Stivale, hanno traghettato tranquillamente e poi si sono immessi sulla Catania-Messina. Hanno viaggiato su due distinte vetture facendo una sorta di staffetta sull'autostrada A18: una modalità per poter depistare eventuali controlli.

Il piano però è fallito miseramente al casello di San Gregorio. I poliziotti della squadra mobile di Catania, sezione “Reati contro la persona”, li hanno bloccati. La donna, per passare inosservata, si è portata dietro il figlioletto. Alla fine i poliziotti hanno sequestrato 28 chili fra cocaina e hashish.

«Siamo a Catania per comprare una cucina». Questa è stata la spiegazione che i due hanno provato a dare agli investigatori della squadra mobile. Una versione che non ha convinto per niente gli agenti che hanno chiesto ai due calabresi di scendere dalle automobili in modo da procedere per un’accurata perquisizione.

Nella macchina guidata dal 35enne sono stati recuperati 9 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 9 chili. Gli involucri di polvere bianca erano nascosti in un vano ricavato tra il radiatore e il paraurti anteriore. Nell’altra vettura, condotta dalla 29enne, sono stati trovati 22 panetti di hashish, per un peso totale di 18,7 chili, trovati in un vano, appositamente creato, nell'alloggio dell'airbag nella parte del cruscotto dove era seduto il figlio dell’indagata. Il minorenne è stato affidato ai familiari d’intesa con le procure dei Tribunali per i Minorenni di Reggio Calabria e di Catania.

Non è la prima volta che i fornitori di sostanza stupefacente provano a utilizzare le donne in veste di corriere al fine di poter allontanare i sospetti degli investigatori. Mamme e studentesse, molte volte in difficoltà economica, hanno accettato dietro lauto pagamento di mettersi al volante delle vetture modificate per occultare la droga. Ma i viaggi molte volte hanno subito delle brusche frenate. Con destinazione il carcere.