Il racconto
Via Capo Passero, l'urlo dei residenti: «Basta degrado. Date lavoro ai giovani per salvarli dalla strada»
Il signor Giusti vive da 45 anni nella strada che a Catania è diventata simbolo di incuria micro discariche e spaccio. «Per vivere ci si aggrappa a tutto. Anche alla strada»
Alberi crollati e mai smaltiti, perdite d'acqua, manutenzione delle case popolari assente da oltre 15 anni e un quartiere che si sente dimenticato dalle istituzioni. È l'amara fotografia di via Capo Passero, a Trappeto Nord, fatta da Concetto Giusti, che qui da quasi mezzo secolo vive e osserva le dinamiche di una delle zone più complesse della città.
C'è un simbolo tangibile di questo abbandono: un albero caduto. «Circa tre anni fa questo albero è crollato su una macchina parcheggiata», racconta Giusti, indicando i resti del tronco. «Dopo due o tre mesi lo hanno spostato dal centro della strada e lo hanno buttato qui, sul ciglio. Ed è ancora qui, a fare il compleanno».
La gestione dei rifiuti e del decoro urbano sembra vivere di interventi a singhiozzo e spesso dannosi. Il residente descrive l'arrivo saltuario dei camion dotati di braccio meccanico (il «ragno») che, nel prelevare i cumuli di spazzatura, finiscono per danneggiare il manto stradale. A questo si aggiungono i continui guasti alla rete idrica, con interventi frequenti ma non risolutivi da parte della Sidra. «Dobbiamo convivere con questo schifo», dice con rassegnazione, proprio mentre alle sue spalle con noncuranza una donna butta sul ciglio della strada un enorme sacco di rifiuti. «Ma c'è potenzialità nel quartiere, avrebbe le carte in regola per rinascere».
Giusti non usa mezzi termini per descrivere lo scollamento tra i cittadini e chi dovrebbe rappresentarli, in particolare all'interno della municipalità. «Siamo al solito: “Dammi un voto che ti faccio prendere un posto”. Questa storia deve finire. I consiglieri qui non fanno nulla, dovrebbero andarsene a casa».
Il degrado prosegue sul retro dei palazzi, in aree di pertinenza del complesso di edilizia popolare di proprietà dell' Istituto Autonomo Case Popolari (Iacp). La manutenzione è un miraggio: «Non si vede un intervento serio da 15 o 16 anni. Sono venuti a pulire un po' due anni fa, e poi basta». Nonostante questo, anche il ciclone Harry «non ha causato grandi infiltrazioni». Le grate in strada sono ostruite da lamiere.
Ma il problema di via Capo Passero, tristemente nota alle cronache per le piazze di spaccio e la criminalità, non è certo l'immondizia. È l'assenza di futuro per i giovani. In 45 anni, il problema sarebbe sempre lo stesso: la disoccupazione.
Tra poco qui vicino sorgerà il nuovo Centro per l'impiego. «Basterebbe riaprire i “cantieri scuola” di una volta», suggerisce. «Se lo facessero, si metterebbero a lavorare almeno 300 ragazzi. Se un giovane non ha a cosa aggrapparsi per vivere, si aggrappa a tutto, anche alla strada». Cioè anche allo spaccio: Giusti chiede di non riprendere chi, a pochi metri, ha l'attività in corso.