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Il caso a Sant'Agata

Presunta "gara" tra candelore, parla il cereo degli ortofrutticoli: «Nessuna scommessa». Il video

Il presidente Carmelo Di Grazia: «Fatto tante altre volte, non è successo nulla di che. Ci siamo pure abbracciati coi pescivendoli»

05 Febbraio 2026, 18:11

06 Febbraio 2026, 00:50

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Lo "stop" alle candelore, ufficialmente attuato per sicurezza a causa del meteo incerto durante la Festa di Sant'Agata, durato dalle 10,30 di ieri fino alle 17 di oggi, è appena finito. E in via Etnea, proprio nel punto in cui giorno 3 è avvenuto l'episodio denunciato dall'arcivescovo Luigi Renna durante il messaggio alla città del 4 febbraio in piazza Stesicoro, quello della presunta "tichetta", ovvero una vera e propria gara di resistenza tra i portatori del cereo dei pescivendoli e quello degli ortofrutticoli, il presidente di quest'ultimo, Carmelo di Grazia, dà la sua versione.

 

L'abbraccio tra portatori e referenti delle candelore dei pescivendoli e degli ortofrutticoli nel pomeriggio del 5 febbraio in via Etnea, proprio nel luogo della presunta scommessa del 3 febbraio

Renna ha parlato esplicitamente di scommesse, ma Di Grazia dice: «Voglio precisare che non è come è stato detto: lo abbiamo fatto anche altre volte che ci siamo "alzati" in piazza Duomo» quindi, specifica, percorrendo poi la strada senza soste arrivando «fino a questo punto», lo stesso dove è avvenuto il fatto contestato il 3 febbraio. «Non è la prima volta -prosegue Di Grazia - solo che le altre volte lo abbiamo fatto noi da soli. Questa volta eravamo in due». Ovvero entrambe le candelore avrebbero deciso di fare questo atto indipendentemente l'una dall'altra. La "coincidenza" di due cerei impegnati in una prova di forza «ha quindi creato questo tipo di confusione, ma non c'è stato niente come scommesse, non c'è stato niente come "tichetta", tant'è vero che quando è arrivata la processione siamo scesi, ci siamo abbracciati tutti ed è finita lì», specifica.

 

Di Grazia spiega anche che il festeggiamento post esibizione, pubblicato proprio dal cereo degli ortofrutticoli su Tik Tok con una musica inneggiante alla vittoria, «era solo dovuto a quello che avevamo fatto, ma niente che riguardi la vittoria o qualcos'altro. Purtroppo - aggiunge - nei social oggigiorno mettono di tutto e di più. Penso che non è stato messo da parte nostra niente di strano, perché non è successo niente di strano».

 

Ultimo punto è quello relativo a eventuali provvedimenti per il comportamento tenuto dalle due candelore, che ha rallentato la processione di migliaia di persone per l'offerta della cera per Sant'Agata del 3 febbraio: «Noi in dovuta sede daremo le nostre spiegazioni facendo capire che non abbiamo commesso niente di grave, sperando che tutto andrà bene».

Poco dopo le dichiarazioni di Di Grazia, intorno alle 18 i portatori e i referenti dei due cerei hanno poi fatto una foto di gruppo: «Contro ogni diceria consapevoli che i nostri cerei sono prima di Sant' Agata poi delle nostre categorie e patrimonio culturale tradizionale e storico della nostra amata Catania. W Sant' Agata».