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Trappola per rapinatori

Targa contraffatta su auto a noleggio: catturati in piena azione dalla polizia

Puntavano a un bottino da 150mila euro durante la ricarica del bancomat dell'ufficio postale: manette per tre

Concetto Mannisi

14 Gennaio 2026, 07:00

10:01

Una targa palesemente contraffatta, apposta su quella originale di un’utilitaria noleggiata non molto tempo prima, è costata gli arresti a tre delinquenti catanesi - dei quali non sono state fornite le generalità complete - che alcuni giorni fa hanno tentato di rapinare l’ufficio postale di Gravina di Catania.

A incastrarli sono stati i poliziotti della Squadra Antirapina della Squadra mobile, ovvero gli stessi che hanno individuato immediatamente il mezzo con la targa farlocca e, poco dopo, un ciclomotore di provenienza furtiva su cui viaggiava uno degli arrestati e che sarebbe dovuto servire di supporto per portare a termine l’azione criminosa.

Le manette sono scattate, per la precisione, per un giovane di 28 anni e per due uomini di 52 e 59 anni, ora chiamati a rispondere di tentata rapina in concorso.

Gli arresti sono conseguenza di un’attività di prevenzione che non di rado porta la polizia anche nei centri dell’hinterland cittadino. In questo caso, a Gravina, gli investigatori dell’Antirapina hanno dapprima notato l’autovettura con targa contraffatta e successivamente il malfattore in sella allo scooter, fermatosi col motore acceso poco distante dall’Ufficio postale.

Dopo qualche minuto di attesa, il passeggero dell’utilitaria scendeva dal mezzo con il volto coperto da un casco da motociclista, portando con sé un attrezzo artigianale in metallo a forma di "L". Ma non lo utilizzava. Tale compito era di pertinenza del complice arrivato in ciclomotore, che in effetti, con particolare perizia, riusciva ad aprire la porta antipanico attigua all’area bancomat, creando i presupposti per l’irruzione che, se fosse andata a buon fine, avrebbe consentito al terzetto di portare a compimento una rapina da 150 mila euro.

Tale era, infatti, l’entità della somma che i dipendenti dell’ufficio postale erano sul punto di caricare nell’Atm proprio in quei frangenti.

Purtroppo per i malfattori, però, i poliziotti sono riusciti a intervenire per tempo e con estrema decisione, bloccando i rapinatori con il bottino ormai in mano e pure con una pistola a salve che sarebbe dovuta servire a intimorire qualche impiegato particolarmente zelante e per questo tutt’altro che disposto a piegarsi davanti a quel raid.

Ciò mentre altri investigatori si mettevano sulle tracce del terzo uomo, in effetti bloccato di lì a poco.

I tre uomini sono stati subito condotti nella casa circondariale di piazza Lanza. Al tempo stesso, attraverso una nota della questura, si apprende come le modalità esecutive dell’azione criminosa siano conformi a una ricorrente metodologia criminale utilizzata in occasione di precedenti e analoghi episodi. “Il metodo - si legge - prevedeva l’accesso all’interno dell’ufficio postale nel momento in cui erano in corso le brevi operazioni di rifornimento dell’ATM e nel momento in cui l’apparecchiatura era fuori servizio. Lo strumento impiegato per aprire la porta antipanico, invece, con la sua caratteristica forma ad L, era stato studiato proprio per operare come una sorta di braccio meccanico destinato ad abbassare dall’esterno il maniglione antipanico. Sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire la riconducibilità agli arrestati di episodi delittuosi, commessi nei mesi precedenti con la medesima tecnica, ai danni di altri uffici postali del capoluogo etneo”.