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Serie C

Il Catania ha il suo jolly: altro che "falso 9", Gabriel Lunetta resta al centro del progetto rossazzurro

In condizioni di emergenza, è un giocatore che può occupare più ruoli. Al pubblico piace la sua vena d'artista e l'impegno costante in gara

29 Settembre 2026, 09:43

09:50

Il Catania ha il suo jolly: altro che "falso 9", Gabriel Lunetta resta al centro del progetto rossazzurro

Gabriel Lunetta esulta con Bruzzaniti e Ierardi (foto di Filippo Galtieri)

Il centravanti d’emergenza diventa l’uomo copertina insieme con Cicerelli che l’ha sbloccata, insieme con Ierardi che ha colpito di testa all’ultimo assalto cancellando gli episodi della stagione scorsa maturati a Caserta (espulsione, squalifica di quattro turni). Gabriel Lunetta resta l’uomo ovunque. Quest’anno ha anche agito da terzino sinistro, ma ha fatto il trequartista, la seconda punta, il laterale di centrocampo.

Quello del falso 9 è un ruolo che Toscano aveva adottato già nella scorsa stagione: col Sorrento, con il Siracusa (qui aveva segnato subito il primo dei due gol nel confronto in casa), contro il Benevento, a Latina. E ancora nella stagione 24-25 in attesa che arrivasse e carburasse Inglese, nelle prime sfide del campionato sempre col Benevento e in casa della Juventus NG, col Foggia, a Trapani (ancora a segno di sinistro per il secondo dei tre gol complessivi).

Lunetta è un generoso, uno che non si risparmia, un calciatore strappato ad altre professioni intellettuali visto che il padre – recentemente scomparso – è stato direttore creativo, artista di caratura internazionale, organizzatore di eventi e di allestimenti in gallerie d’arte che hanno toccato tappe di caratura assoluta tra New York, Los Angeles, l’India. E Gabriel qualcosa l’ha ereditata. Nel ragionamento, nella dialettica, nel comportamento in campo e fuori. Nell’affrontare celebrazioni e crisi di risultati che nel pallone ti fanno diventare eroe e il giorno dopo ti mettono sul banco degli imputati.

Sbotta in campo, lotta, fa a cazzotti, scappa all’avversario e s’arrabbia. Ma con uno stile tutto suo. Che piace ai catanesi perché nel suo incedere irruento e a volte anche disordinatamente efficace. Lunetta è questo e molto altro.

Pensate a come ha affrontato la settimana che ha preparato la squadra al viaggio nella città della Reggia. Russo si fa male e per giorni tutti sperano in uno stop senza tanti traumi. Arriva il verdetto, Longo riunisce la squadra, la società parla chiaro: «Facciamo quadrato». Si scalda Coda che cerca ancora la condizione migliore, torna Caturano assente da sei turni per una squalifica rimediata per una lite che risale alla sua militanza in Lucania, a Potenza. Alla vigilia ancora Caturano si ferma. Roba di poco conto, ma non parte titolare. Non entra, c’è Coda pronto. Longo decide: «Mi servono gli strappi di Lunetta per scardinare la fase di non possesso della Casertana, mai battuta fin qui. Gioca in casa, deve fare la partita. Invece noi li sorprendiamo».

Gabriel ascolta le riunioni tecniche e si cambia d’abito. Posa quello del trequartista, in soffitta ha quelli di terzino e di laterale di centrocampo. Prende l’ipotetica 9, la maglia della punta più avanzata. Accanto a lui accompagnano le azioni Cicerelli e Cavuoti: sono il capitano del Catania e il talentino scendo dalla Serie A di Cagliari per imparare il mestiere, prendere calci anche in allenamento e districarsi tra gli spazi limitati che offre un confronto tutto agonismo e velocità nella C meridionale.

Gabriel corre subito, esulta per il rigore messo a segno da “Cice”, tenta il bis con un diagonale che finisce alto. Fa da sponda, frena se l’azione della Casertana comincia dal basso e tenta di fare filtro. Si spende sempre e comunque. Alla fine esce dal campo stremato a 20’ dalla fine per fare posto a Coda. Di più non poteva rimanere anche perché – e questo non è stato detto a chiare lettere – si trascina un problema fisico che ha ormai smaltito ma che ne ha limitato spesso allenamenti e partite ufficiali. Non sembra, non si vede. Soprattutto non si dice. Perché Lunetta non si lamenta, evita di parlarne, evita di mostrare fatica. E corre.

Oggi Gabriel è ancora una volta protagonista pur senza volerlo. Perchè ha dato tanto, tutto. Perchè la maglia non è sudata ma zuppa. Perché il Catania ha vinto, il falso 9 non ha segnato ma ha fatto impazzire tutta la difesa avversaria. Missione compiuta.E sabato che succede contro il Crotone? Ci sono il 9 che migliora (Coda), il 9 che deve giocare la prima stagionale (Caturano) e il 9 d’emergenza. Vuoi vedere che alla fine Longo...