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la polemica

Conte - De Bruyne, volano gli stracci. Stellini difende il tecnico: «Modric è un campione, KDB un solista»

La durissima replica dello staff dell'allenatore salentino alle accuse del belga: "Non basta il grande nome se non porti entusiasmo nel gruppo. Nessuna scusa sul modulo"

31 Maggio 2026, 20:10

20:20

Conte - De Bruyne, volano gli stracci. Stellini difende il tecnico: «Modric è un campione, KDB un solista»

Non si erano ancora spente le parole al vetriolo di Kevin De Bruyne che da Napoli, sponda contiana, è arrivata una risposta ancor più fragorosa.

Se il fuoriclasse belga aveva additato un impianto di gioco “asfissiante” e si era detto sollevato per l’addio di Antonio Conte, la replica di Cristian Stellini, storico vice del tecnico salentino, cambia la prospettiva: il nodo non è mai stato lo schema, bensì l’atteggiamento dell’uomo. La posizione dello staff di Conte è netta e si traduce in una lezione di leadership applicata allo spogliatoio.

Il collaboratore non si è addentrato nella querelle su sistemi come il 5-4-1 o sulla presunta prudenza offensiva; ha invece colpito il cuore della questione, contestando l'uomo De Bruyne.

A suo giudizio, un campione dal curriculum prestigioso che approda in una piazza calda e identitaria come Napoli ha un dovere prioritario: offrire esempio, comprendere il contesto e, soprattutto, infondere entusiasmo. Doti che, nella sua analisi, sono mancate durante l’esperienza azzurra del centrocampista, il quale non avrebbe portato “né gioia né entusiasmo” sin dal giorno dell’arrivo. 

Per Stellini, l’errore non risiede in prove sotto tono o in limiti legati all’infortunio, ma in un deficit di leadership emotiva. A sostegno della tesi, il vice ha proposto un paragone pesantissimo: quello con Luka Modric, eretto a esempio di professionalità e lodato per la capacità di calarsi in una nuova realtà di Serie A con sobria autorevolezza, discrezione e totale dedizione alla squadra. Il messaggio al belga, e in filigrana alla società in vista di futuri investimenti, è chirurgico: il nome sulla maglia non vale nulla se manca la disponibilità a subordinare l’io al progetto collettivo.

Quando le esigenze del singolo, per quanto straordinario e abituato a essere “il sistema”, confliggono con quelle del gruppo, la professionalità impone l’adattamento. E in questo, sostiene Stellini, l’avventura napoletana di Kevin De Bruyne è naufragata non per un baricentro troppo basso, bensì per un vuoto di appartenenza e sacrificio.