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l'interrogazione

Il rebus delle firme alle elezioni di Messina, Calderone chiede al governo di avviare un'ispezione in Prefettura

Iniziativa del deputato messinese appena passato a Futuro Nazionale. Il documento richiama anche un parere dell’Ufficio legale della Regione che avrebbe espresso "una posizione contraria"

29 Settembre 2026, 17:23

17:30

Messina, l'esercito dei mille candidati in 15 liste per Basile sindaco

Tommaso Calderone, deputato messinese di Futuro nazionale, ha presentato un’interrogazione ai ministeri dell’Interno e degli Affari regionali con cui "chiede chiarimenti sulle procedure elettorali seguite in Sicilia in vista delle comunali del 24 e 25 maggio 2026". Nel mirino il movimento Sud chiama Nord di Cateno de Luca e in particolare l'elezione dei sindaci a Messina e Barcellona Pozzo di Gotto.

Al centro dell’atto ispettivo figura l’ammissione di 15 liste senza la raccolta delle firme, sulla base di note del servizio 5° dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica. Secondo quanto sostenuto nell’interrogazione, tali note sarebbero state inoltrate dalla Prefettura di Messina alle commissioni elettorali senza un’adeguata verifica della loro legittimità.

L’atto contesta inoltre il coinvolgimento della segretaria generale del Comune di Messina nell’istruttoria sulle candidature, nonché la mancata pubblicazione di alcune comunicazioni istituzionali, che i candidati avrebbero potuto visionare soltanto il 24 aprile. Il documento richiama poi un parere dell’Ufficio legale e legislativo della Regione Siciliana, acquisito il 28 aprile, che avrebbe espresso "una posizione contraria all'interpretazione che consente l'esenzione dalle firme".

Nella stessa interrogazione si sostiene che "le commissioni di Messina e Barcellona PG avrebbero deliberato il 30 aprile senza conoscere quel parere". Si segnala, infine, la pendenza di ricorsi dinanzi al Tar di Catania, con il conseguente rischio, secondo i firmatari, di annullamento delle consultazioni. Ai ministri si chiedono chiarimenti sulla diffusione delle note e sull’eventuale avvio di un’ispezione alla Prefettura di Messina, oltre a "valutazioni su possibili responsabilità contabili e la pubblicazione del parere regionale per garantirne la conoscibilità".