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L'innovazione

Sanità, il M5S incalza la Regione sul centro di protonterapia al Cannizzaro di Catania

L'onorevole Lidia Adorno ha presentato un'interrogazione per chiedere il riavvio del progetto del 2012, un'opera strategica per le cure oncologiche e contro i "viaggi della speranza"

07 Settembre 2026, 12:03

12:10

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La deputata del Movimento 5 Stelle, Lidia Adorno, ha presentato un'interrogazione formale rivolta al presidente della Regione Siciliana e all'assessore regionale alla Salute per chiedere delucidazioni sulle prospettive di riattivazione del progetto relativo al Centro di protonterapia presso l'Azienda ospedaliera per l'emergenza “Cannizzaro” di Catania. Questo polo medico rappresenterebbe un'eccellenza fondamentale per la radioterapia oncologica avanzata, sfruttando i fasci di protoni per colpire in modo mirato i tessuti tumorali e preservando al contempo l'integrità di quelli sani circostanti.

Ripercorrendo la genesi dell'iniziativa, la deputata ha voluto delineare i contorni economici e sociali del piano originario: “Nel 2012 – ha osservato la parlamentare pentastellata - venne avviato un progetto finalizzato alla realizzazione all'Azienda ospedaliera per l'Emergenza “Cannizzaro” di Catania di un centro di protonterapia destinato a diventare un riferimento per l'intero Mezzogiorno. Il progetto prevedeva un investimento complessivo stimato in circa 112 milioni 200mila euro, con un supporto di oltre 29 milioni di contributi FESR, tra 37 e 40 milioni da fondi nazionali e regionali, 4 milioni deliberati dall’azienda ospedaliera. Altri 32 milioni, invece, rappresentavano la quota prevista a carico del soggetto aggiudicatario dell’operazione, un privato investitore. Secondo le stime allora effettuate – ha aggiunto l’on. Adorno - la struttura avrebbe potuto trattare circa 1.600 pazienti l'anno, con un bacino di utenza potenzialmente esteso all'intero Sud Italia. La realizzazione del centro avrebbe potuto contribuire a ridurre il fenomeno della cosiddetta “mobilità sanitaria passiva”, evitando a numerosi pazienti siciliani e meridionali di dover affrontare lunghi e costosi viaggi verso strutture del Centro-Nord per accedere a trattamenti di protonterapia”.

Attraverso il suo atto parlamentare, Adorno chiede all'esecutivo regionale se vi sia la concreta volontà di reinserire l'opera nella programmazione sanitaria. Tra le ipotesi avanzate c'è quella di una sinergia strutturata che coinvolga il sistema pubblico, l'Università degli Studi di Catania, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed eventuali soggetti privati, pur mantenendo saldo il controllo statale sull'accessibilità alle cure. Spostando poi l'attenzione sugli aspetti prettamente logistici dell'operazione, l'esponente dell'opposizione precisa: “Inoltre, è opportuno sapere – sottolinea la parlamentare pentastellata - se il Governo regionale voglia mantenere le aree originariamente individuate dal progetto, cioè all'interno del perimetro dell'Azienda ospedaliera “Cannizzaro” e se sia a conoscenza se quelle aree siano ancora disponibili e tuttora idonee alla realizzazione di un moderno centro di protonterapia”. L'interrogazione si chiude infine esortando il Governo a chiarire se, in caso di accertata obsolescenza del piano originario, si intenda procedere tempestivamente con una nuova valutazione tecnico-economica che sia in linea con i costi e gli standard tecnologici odierni.