La lettera
Caso Serradifalco, 18 tra sindaci che aspirano al terzo mandato ed ex "costretti" alla rinuncia si schierano con Burgio. E attaccano l'Mpa
La nota inviata dalla Lega definisce la posizione autonomista «una presa in giro». Ma i firmatari sono di tutti i colori, tra cui Marco Rubino di Sant'Agata Li Battiati e Silvio Cuffaro di Raffadali, che si appellano a Schifani
«Il comunicato dell'Mpa è una presa in giro nei confronti dei tanti sindaci che hanno dovuto rinunciare al terzo mandato dopo che l'Assemblea regionale siciliana ha bocciato per due volte la relativa riforma. Oggi si invoca la tutela dei loro diritti, ma allora nessuno li ha difesi». Lo affermano i sindaci e gli ex sindaci siciliani interessati dal limite del terzo mandato, che esprimono solidarietà al sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, sostenendo che la vicenda riguarda «il diritto dei cittadini di scegliere i propri amministratori e il diritto all'elettorato passivo». La nota autonomista a cui fanno riferimento è di ieri, mentre nelle scorse ore anche l'associazione dei comuni siciliani Anci si è schierata a favore del terzo mandato.
A firmare la nota sono Marco Rubino (Sant’Agata Li Battiati), Giuseppe Catania (Mussomeli), Silvio Cuffaro (Raffadali), Francesca Draià (Valguarnera Caropepe), Giuseppe Castiglione (Campobello di Mazara), Luciano Marino (Lercara Friddi), Pietro Puccio (Capaci), Giosuè Maniaci (Terrasini), Angelina De Luca (Altofonte), Giuseppe Virga (Altavilla Milicia), Gino Bertolami (Novara di Sicilia), Bruno Mancuso (Sant’Agata di Mililtello), Rosario Petta (Piana degli Albanesi), Mario La Malfa (Pace del Mela), Francesco Agnello (Villafrati), Alvaro Riolo (Acquedolci), Franco Ribaudo (Marineo), Tommaso Di Giorgio (Bisacquino).
Secondo i firmatari, la sentenza della Corte Costituzionale n. 16/2026 ha aperto una questione giuridica che deve essere risolta nelle sedi competenti, non attraverso iniziative amministrative. Burgio, sottolineano, ha presentato la candidatura nel rispetto delle procedure previste dalla legge e senza contestazioni da parte degli organi competenti. Per questo i sindaci si dicono contrari all'ipotesi di utilizzare l'art. 40 per affrontare una controversia interpretativa di tale portata, auspicando invece un approfondimento tecnico e giuridico. Qualora Burgio decidesse di ricorrere alla magistratura, annunciano il loro sostegno e chiedono un chiarimento definitivo sull'applicazione della normativa regionale. Infine rivolgono un appello al presidente della Regione, Renato Schifani, affinché venga approvata una riforma che elimini le attuali ambiguità sul terzo mandato e garantisca ai cittadini siciliani gli stessi diritti riconosciuti nel resto d'Italia.

