verso le regionali
Il nodo del secondo mandato, La Russa promuove l'operato di Schifani: "Non decido io ma..."
Dal palco di Aci Castello il presidente del Senato apre all'ipotesi di un bis per il governatore siciliano
La Sicilia torna al centro dell’agenda politica e strategica europea. A ribadirlo è il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenuto a Catania a margine dell’evento Ecr sul Mediterraneo.
Intervistato dal direttore de La Sicilia, Antonello Piraneo, e dalla giornalista de La Verità, Flaminia Camiletti, la seconda carica dello Stato ha delineato le priorità istituzionali, a partire dal futuro dell’Isola e dall’operato del governo regionale.
Interpellato sull’ipotesi di un «Schifani bis», La Russa ha espresso parole di forte apprezzamento per il governatore: «Schifani è un mio amico, non decido io ma sicuramente sta lavorando molto bene». E' stato insomma un attestato di stima. Lo sguardo del Presidente del Senato si è quindi allargato al ruolo nevralgico della Regione nel contesto continentale.
Congratulandosi con gli organizzatori dell’iniziativa, ha evidenziato come i moderati europei riconoscano che «la Sicilia, il cuore del Mediterraneo, è un momento fondamentale».
Un rilievo motivato non solo dalla posizione geografica, ma anche dall’impegno dell’esecutivo nazionale: «Il governo italiano sta avendo per diminuire il gap tra Nord e Sud e lo stesso deve avvenire a livello europeo». Un messaggio rivolto a Bruxelles per affiancare Roma nel rilancio del Mezzogiorno.
Sul fronte parlamentare, La Russa ha voluto chiarire l’agenda dei lavori, respingendo le polemiche: definire «enorme bugia sostenere che il Senato, e quindi anche la Camera, pensino solo alla legge elettorale».
Ha precisato che l’Aula non vi ha dedicato «neanche un minuto», mentre l’eventuale esame occuperà soltanto una parte limitata delle Commissioni competenti. Da qui l’invito a «non creare mistificazioni» e a evitare l’ostruzionismo.
Infine, sul tema della giustizia, il Presidente del Senato ha rivendicato piena sintonia con la premier Giorgia Meloni circa la necessità non più rinviabile di una norma che «impedisca la possibilità di chiedere risarcimento di danni ai chi compie reato per danni subiti nel momento in cui delinque», definendo l’attuale assetto una «stortura» dell’ordinamento.
A proposito del caso del gioielliere Roggero, ha ricordato che chi accetta la condanna e va in carcere ha diritto di confidare nella grazia in un orizzonte di medio periodo, circostanza per la quale «non ci sia nulla di che stupirsi».