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Palazzo d'Orleans, sede del governo regionale, ha bisogno di più protezione: via a interventi straordinari

In via di aggiudicazione lavori per 130mila euro per alzare gli standard di sicurezza attorno all'immobile

09 Maggio 2026, 06:00

18:57

Palazzo Orleans

Nella sede che ospita il governo regionale c'è bisogno di maggiore protezione. Per questo il dipartimento del Cerimoniale ha stanziato 160mila euro per «lavori di manutenzione straordinaria per rafforzare le misure di sicurezza e protezione di Palazzo d'Orleans».

Quali siano concretamente le opere da realizzare è per il momento top secret, quello che è certo è che riguarderanno soprattutto gli accessi all'immobile e prevedono anche l'esecuzione di indagini georadar, tecnica solitamente utilizzata per verificare cosa c'è nel sottosuolo a basse profondità.

Il progetto voluto dalla giunta di Renato Schifani è già in fase avanzata. A marzo la ragioneria generale ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione ed è stato dato il via libera al progetto di fattibilità tecnica-economica. Per il servizio di consulenza specialistica ci si è avvalsi della società Ingegneria sperimentale. Quindi, ad aprile, è arrivato il via libera al progetto esecutivo, per un valore stimato di 133mila euro, di cui 97mila è l'importo complessivo dei lavori, 4mila euro serviranno per le prove georadar, a cui si aggiungono Iva, costi della sicurezza e altre voci minoritarie. L'appalto, non superando i 150mila euro, verrà aggiudicato direttamente alla Editrade srl di Palermo, società che si occupa di costruzioni, sicurezza e antincendio. Ma tutti i documenti che descrivono le opere da realizzare non sono stati pubblicati per motivi di sicurezza. 

Un mese fa alcune spese, definite «allegre», del dipartimento del Cerimoniale sono finite al centro di un'interrogazione del deputato di Controcorrente Ismaele La Vardera: dai 2.100 euro per attrezzature professionali per preparare creme fredde, sorbetti e granite ai 4.900 euro della “sfogliatrice da banco per tagliare i salumi”, passando per i 5.800 euro per un addolcitore d’acqua, motivato dalla presenza di calcare, fino a 185.000 euro per la sistemazione del pavimento negli uffici collegati alla Segreteria di Giunta. Spese che, ha poi precisato il dirigente del dipartimento Francesco Di Chiara, non sono riconducibili al presidente Schifani, essendo servizi destinati a tutto il personale del Palazzo. 

Nel caso delle opere per alzare gli standard di protezione, stando a quanto filtra dagli uffici regionali, un input a procedere sarebbe arrivato anche dalle forze dell'ordine. All'ingresso è infatti presente un presidio fisso della polizia. E sotto la sede del governo regionale si svolgono spesso manifestazioni di protesta. Ma da una verifica il tema alla questura di Palermo risulta totalmente nuovo. 

Aggiornamento.

Riceviamo e pubblichiamo la nota di precisazione del dirigente generale del dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali:

In merito alla notizia pubblicata oggi dal suo giornale, con richiamo in prima pagina, relativa al rafforzamento del presidio di sicurezza a Palazzo d’Orléans, il dirigente generale del dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali, Francesco Di Chiara, precisa che l’intensificazione delle misure a protezione della sede della Presidenza della Regione è stata richiesta dall’ufficio speciale di Polizia di Stato presso la Regione Siciliana, struttura che dipende dal dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno.
Come evidenziato in una nota trasmessa alla Segreteria generale e allo stesso dipartimento, la Polizia ha rappresentato la necessità di “intensificare alcune misure di sicurezza” del Palazzo, sede del governo regionale, richiamando “la rilevanza del sito istituzionale, quotidianamente interessato da incontri politici, proteste e manifestazioni”, oltre al quadro internazionale e alle tensioni che interessano l’area del Mediterraneo, con possibili ripercussioni anche sul territorio nazionale. Pertanto, risulta destituita di ogni fondamento la ricostruzione secondo cui la richiesta di rafforzare le misure di sicurezza sarebbe partita dal presidente della Regione.
Il dipartimento del Cerimoniale esprime, inoltre, forte disappunto per la diffusione di dettagli relativi a misure di sicurezza istituzionale che avrebbero richiesto maggiore cautela nella loro divulgazione e rappresentazione.


La risposta de La Sicilia:
Prendiamo atto che l'input a procedere con l'intervento sia arrivato dal dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno e non dalla Questura di Palermo, come erroneamente ipotizzato nell'articolo. E quindi non sia attribuibile direttamente al presidente Schifani, come indicato nel titolo dell'edizione cartacea. 
Il collegamento del progetto alla Presidenza della Regione nasce dal fatto che il finanziamento è a carico del dipartimento del Cerimoniale, che alla Presidenza risponde. Infine, per quanto riguarda "la diffusione di dettagli relativi a misure di sicurezza istituzionale che avrebbero richiesto maggiore cautela", si precisa che tutte le informazioni riportate nell'articolo risultano già pubblicate nella sezione "amministrazione trasparente" del portale online della Regione.