Politica
Ragusa, Ilardo: "Litighiamo, ma i risultati arrivano"
Il presidente del Consiglio comunale parla dell'attività svolta in aula e delle prospettive per il futuro
Il presidente del Consiglio comunale di Ragusa, Fabrizio Ilardo
«Un Consiglio che funziona è un vantaggio per tutta la città». Il presidente del consiglio comunale di palazzo dell'Aquila, Fabrizio Ilardo, traccia il bilancio di due anni di consiliatura, parlando di un'assemblea responsabile e di convergenze trasversali che hanno permesso di approvare atti storici, come il nuovo Piano regolatore generale, così come il Bilancio di previsione nonché il Piano delle Partecipate. «Tra confronto acceso e risultati concreti, l’obiettivo resta assicurare una città governabile e risposte rapide ai cittadini», sintetizza Ilardo che sul futuro politico accenna ad «un centrodestra che nel 2026 dovrà lavorare per presentarsi unito in tutti i Comuni della provincia».
Le defezioni in maggioranza non hanno impedito al Consiglio di lavorare fino all’ultimo nel 2025.
«L'Aula ha lavorato in modo continuo e produttivo: non abbiamo alcun argomento arretrato e abbiamo approvato tutti gli strumenti finanziari fondamentali per l’ente. Questo significa bilanci, variazioni, atti propedeutici alla programmazione. Nella quasi totalità dei casi le delibere sono state approvate in prima convocazione, è il segnale di un’assemblea che funziona e che garantisce stabilità amministrativa».
Quanto conta questo aspetto per la governabilità della città?
«Conta moltissimo. Approvare gli strumenti finanziari nei tempi previsti significa consentire all’amministrazione di governare con serenità, programmare gli interventi e non rallentare i servizi. Questo è un merito del Consiglio comunale nel suo complesso, al di là delle appartenenze politiche».
C’è chi parla di “fortuna” negli equilibri politici che si sono di volta in volta creati. Il sospetto è che ci sia un'abile mediazione politica dietro, non si prende merito?
«No. Io parlerei piuttosto di senso di responsabilità. È vero che su alcuni atti si sono create convergenze trasversali: il Partito democratico sul Prg, Fratelli d’Italia sull'ultimo bilancio, i consiglieri del Gruppo Misto su altri provvedimenti. Ma non è casualità. È la dimostrazione che, quando ci sono in gioco interessi strategici per la città, prevale il bene comune rispetto alle bandiere di partito».
Di contro, a microfoni accesi, attira le critiche delle opposizioni.
«È fisiologico. Il presidente del Consiglio è il punto di sintesi e quindi diventa anche il bersaglio principale delle tensioni politiche. Quando però mi viene contestata la parzialità, ammetto che ci rimango male. Io conduco i lavori seguendo rigorosamente il regolamento, che è la mia stella polare. Il mio compito non è favorire qualcuno, ma garantire il corretto funzionamento dell’Aula».
Dopo due anni di consiliatura che bilancio fa?
«Positivo. Il Consiglio ha lavorato bene. C’è stato confronto, anche duro a volte, ma sempre all’interno di un perimetro istituzionale».
Guardando al futuro, quali sono i passaggi più importanti?
«Sicuramente il parcheggio multipiano di Ibla. È un’opera di cui si parla da oltre quarant’anni e oggi siamo davvero vicini a un punto di svolta. Si tratta di una variante alla convenzione e di un passaggio propedeutico al project financing, con una quota di investimento pubblico resa possibile anche grazie ai fondi provinciali e ai fondi compensativi di EneMalta. Se riuscissimo a portare a casa il risultato, sarebbe storico».
E il Piano particolareggiato del centro storico?
«È un altro obiettivo strategico. È stato affidato l’incarico e l’auspicio è che si possa arrivare all’approvazione entro questa sindacatura. Dare regole chiare al centro storico significa favorire sviluppo e recupero».
In aula non mancano momenti di confronto acceso, come con il capogruppo del Pd, Calabrese.
«Fa parte della dialettica politica. Con Calabrese ci confrontiamo da anni, anche in passato quando eravamo entrambi capigruppo, io in Forza Italia a sostegno del sindaco Dipasquale, lui all'opposizione».
A proposito di Forza Italia, citando Venditti "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano"... come ha trovato il partito dopo quindici anni?
«Un partito rinnovato, con una classe dirigente giovane. A Ragusa abbiamo dato un segnale chiaro eleggendo capogruppo Carla Mezzasalma. Al contempo Fo conferma l'identità di un partito moderato, europeista, di centro, nel quale mi riconosco pienamente».
Il centrodestra troverà l'unità?
«L’approdo naturale è un progetto unitario di centrodestra, non solo a Ragusa ma in tutta la provincia. Sarà un percorso che coinvolgerà i livelli comunali e provinciali per arrivare a una sintesi condivisa e credibile».
Il buono proposito per il nuovo anno?
«Continuare a garantire stabilità e governabilità alla città. È ciò che i cittadini chiedono: istituzioni che funzionano, tempi certi e capacità di dare risposte concrete. Questo resta il nostro impegno principale».