Inchiesta
Garlasco, «strada della revisione per Stasi è lunga. Ci vorrebbe una confessione»
La procura di Milano è in attesa degli atti di Pavia e la procuratrice Nanni avverte che la vicenda è complessa e senza tempi certi
"La strada è lunga e tortuosa...ci vuole una novità per la revisione...come una confessione...". La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni è in attesa di ricevere gli ultimi sviluppi della Procura di Pavia in merito al Dna di Chiara Poggi trovato nel 2007 dal Ris di Parma sui pedali della bici di Alberto Stasi. Un elemento, contenuto nella sentenza di Cassazione contro l’allora fidanzato, che non bastò per convalidare il fermo scattato il 24 settembre 2007.
La procuratrice generale Nanni scherza sulla formula "elegante" usata dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone ("al procuratore generale, la quale") e attende di ricevere nuovi atti, come il comunicato della Procura di Pavia lascia intendere quando recita che "ogni aspetto ritenuto di possibile interesse" verrà trasmesso al terzo piano del Palazzo di giustizia di Milano.
"I tempi della giustizia non sono immediati come il clamore mediatico lascia intendere, ci vuole tempo" aggiunge sottolineando che "la questione è complessa" e che "non c'è una tempistica" sulla sua decisione. Oltre alla Procura generale anche la difesa di Stasi è legittimata a chiedere la revisione alla Corte d’Appello di Brescia e annuncia che lo farà "il prima possibile".