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Svolta choc: mamma e figlia morte dopo il cenone, non fu intossicazione ma avvelenamento

Alle due donne sarebbe stata somministrata della ricina nella loro abitazione di Pietracatella

31 Marzo 2026, 14:41

18:53

Svolta choc: mamma e figlia morte dopo il cenone, non fu intossicazione ma avvelenamento

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Svolta nell’inchiesta sulla morte di una madre e della figlia, decedute subito dopo Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso, inizialmente ricondotta a una sospetta intossicazione alimentare. Secondo fonti qualificate, è stato aperto un nuovo fascicolo d’indagine, al momento a carico di ignoti, con l’ipotesi di duplice omicidio premeditato.

Le vittime sono Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Jelsi, 50 anni. Le due sarebbero state avvelenate con ricina nella loro abitazione di Pietracatella. Tracce del veleno sono state individuate nelle analisi del sangue eseguite sia in Italia sia all’estero.

Tra il 24 e il 26 dicembre Antonella Di Jelsi e sua figlia Sara Di Vita, residenti a Pietracatella si sono recate ripetutamente al pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso accusando malori. Dopo essere state più volte rimandate a casa sono state accettate per un ricovero, ma sono morte poche ore dopo. Il 29 dicembre la Procura di Campobasso ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici per le ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario.

La procura di Campobasso ora ha aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato dopo la svolta nelle indagini  arrivata grazie alle analisi del sangue effettuate al Maugeri di Pavia. Il Centro Antiveleni (CAV) dell’Irccs è un centro di eccellenza nazionale e punto di riferimento per la tossicologia clinica. Gestisce la Banca Nazionale Antidoti, fornendo consulenza per diagnosi e cura di intossicazioni acute, incluse nuove droghe, veleni biologici e farmaci.

All’inizio tutto faceva pensare ad una tossinfezione alimentare, ma i nuovi esami hanno rilevato tracce di ricina nel sangue, indicando il possibile avvelenamento. Per questo motivo, la Procura ha aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti.

La Mobile ora indaga per scoprire colpevole e movente. Soprattutto bisognerà capire come l’omicida sì è procurato un veleno del genere. La ricina è una potente citotossina naturale contenuta nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis), estremamente velenosa se ingerita, inalata o iniettata. Blocca la sintesi proteica cellulare, causando morte cellulare, con sintomi gravi come vomito, diarrea, convulsioni e insufficienza d’organo, spesso letali entro 3-5 giorni. Non esiste un antidoto specifico.

Chi se l’è procurata e come l'ha somministrata alle due vittime? A queste domande dovranno rispondere le nuove indagini.