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il caso

Lo spray al peperoncino esplode nella cappelliera, panico a bordo di un volo Ryanair

Una bomboletta che non doveva essere lì, cosa è successo davvero sul FR 3424 e cosa imparare prima di salire a bordo

Redazione La Sicilia

10 Gennaio 2026, 16:25

“Una folata che brucia”: lo spray al peperoncino che ha trasformato un volo di routine in un caso di sicurezza

In quota, sul volo FR 3424 da Milano Malpensa a Brindisi, una bomboletta di spray al peperoncino riposta in un bagaglio a mano è esplosa o ha rilasciato il contenuto, rendendo l’ambiente irrespirabile per diversi minuti. L’atterraggio, poco dopo, è avvenuto senza problemi; ma ad attendere i passeggeri c’erano gli agenti della Polizia di frontiera, chiamati dal comandante. Individuata la proprietaria del bagaglio, per lei si profila una denuncia per inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. Il dispositivo, pur di libera vendita in Italia, non può stare a bordo. Chi era a bordo ha raccontato della tosse partita in fondo all’aereo che in pochi secondi si è propagata verso il centro della cabina, insieme a un bruciore agli occhi e alla gola che ha costretto decine di persone ad alzarsi, cambiare posto, cercare aria. Non c’era fumo, non c’era fuoco, eppure l’aria era diventata “impraticabile”. 

Un incidente in quota

Secondo ricostruzioni convergenti, l’episodio è avvenuto nel pomeriggio di venerdì 9 gennaio 2026 a bordo del volo Ryanair FR 3424 tra Milano e Brindisi: durante la crociera, una bomboletta di spray urticante collocata in un bagaglio a mano nella cappelliera si è attivata, saturando l’aria circostante. I testimoni parlano di “aria irrespirabile”, tosse e passeggeri in movimento per allontanarsi dalla zona colpita. L’aereo è atterrato regolarmente a Brindisi, dove sono saliti gli agenti della Polizia di frontiera per i controlli: è stata individuata la responsabile del bagaglio, una donna, per la quale è stata avviata la procedura di denuncia.

Non ci sono al momento indicazioni ufficiali di feriti gravi o di dirottamenti di rotta: la gestione operativa si è conclusa con l’arrivo in orario e con i necessari accertamenti a terra. La dinamica esatta (esplosione del contenitore per effetto della pressione, perdita accidentale, urto) resta da chiarire, ma il punto centrale è un altro: quella bomboletta non poteva essere in cabina.

Lo spray al peperoncino non può viaggiare in aereo (e nemmeno in stiva)

Qui la normativa è cristallina. Nell’Unione europea, gli “strumenti atti a stordire o immobilizzare”, comprese le sostanze urticanti come “mace”, pepper spray e simili, rientrano tra gli articoli espressamente proibiti sia ai varchi di sicurezza sia a bordo. L’allegato sui “prohibited articles” del regolamento europeo di attuazione in materia di sicurezza dell’aviazione civile classifica tra i beni vietati in cabina i “disabling and incapacitating chemicals, gases and sprays”.

La stessa impostazione è ribadita dalle linee guida IATA per i passeggeri: i dispositivi per l’autodifesa a spruzzo sono vietati in bagaglio a mano e in stiva, senza eccezioni nel quadro delle regole ICAO/IATA applicate universalmente al trasporto aereo commerciale.

In Italia, le FAQ e le pagine informative dell’ENAC ricordano che tra gli oggetti vietati nel bagaglio da stiva figurano i “gas compressi (infiammabili, non infiammabili, refrigeranti, irritanti e velenosi) come le bombolette spray per difesa personale”; e che in cabina la categoria dei LAG (liquidi, aerosol e gel) consente solo prodotti non pericolosi entro i 100 ml, mai spray urticanti o sostanze disabilitanti. Anche dove sono entrati in funzione i nuovi scanner che consentono contenitori più grandi, la regola sostanziale non cambia: gli spray urticanti restano vietati.

Cosa succede in cabina quando si diffonde uno spray urticante

Gli spray al peperoncino contengono generalmente Oleoresin Capsicum (OC), estratto dal peperoncino, che provoca un’intensa irritazione delle mucose: lacrimazione, bruciore oculare, tosse, broncospasmo, senso di soffocamento. La letteratura medica e forense descrive un quadro tipico: dolore urente alla pelle e agli occhi, difficoltà respiratoria soprattutto in soggetti asmatici o con patologie preesistenti. La reazione, pur intensa, è nella grande maggioranza dei casi transitoria.

È importante capire come l’aria circola in un aereo: le cabine dei jet moderni sono ventilate con un ricambio molto frequente, tipicamente ogni 2–3 minuti, con un flusso dall’alto verso il basso e con filtrazione HEPA ad altissima efficienza sulla quota di aria ricircolata. Questo aiuta a diluire e rimuovere rapidamente particolato e aerosol. Tuttavia, le HEPA non eliminano i gas e i vapori: in presenza di un aerosol urticante, il primo impatto resta significativo, soprattutto per i passeggeri vicini alla fonte. Qui la risposta dell’equipaggio (spostamenti, ventilazione massima, eventuale uso mirato dei getti d’aria) e il tempo di ricambio dell’aria aiutano a riportare i livelli a una soglia tollerabile.

Le “falle” nei controlli

Resta la domanda che molti passeggeri si sono posti: come ha fatto una bomboletta del genere a superare i controlli? La procedura standard prevede che ai varchi di sicurezza i LAG fino a 100 ml siano ammessi in buste trasparenti e che gli aerosol non pericolosi (cosmetici, schiume da barba) possano passare; ma gli spray disabilitanti sono vietati e, in quanto contenitori in pressione con sostanze irritanti, dovrebbero essere intercettati alla radiografia e ai controlli manuali. L’episodio del FR 3424 indica con ogni probabilità una non conformità in fase di screening, che sarà oggetto di verifiche. Ad oggi, le fonti ufficiali si limitano a confermare l’intervento della Polizia di frontiera, l’identificazione della proprietaria e la denuncia; non vi sono note pubbliche di Ryanair o dell’aeroporto su eventuali ulteriori misure.

Profili penali e sanzioni

La donna individuata rischia la denuncia per inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. In questi casi, oltre all’aspetto penale, possono scattare sanzioni amministrative e, per la compagnia, segnalazioni sulla safety occurrence. Il fatto che lo spray sia “di libera vendita” non incide: la libertà di acquisto non equivale alla libertà di trasporto in ogni contesto, e l’aviazione civile impone regole più stringenti rispetto alla circolazione su strada. Lo dicono i regolamenti europei e le guide IATA già citate.