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Il filone catanese

L’emissaria della sanità nel quartier generale di Lombardo (nipote)

Pressioni per “prorogare” la consigliera. Il deputato Ars già a maggio sapeva di essere nel mirino dei pm

07 Ottobre 2026, 02:16

L’emissaria della sanità nel quartier generale di Lombardo (nipote)

Le telecamere della Procura di Palermo sono arrivate fino a Catania. Precisamente in piazza Galatea, dove c’è la segreteria politica di Giuseppe Geremia Lombardo, il nipote «famoso» dello «zio» Raffaele Lombardo. Le etichette “famoso” e “zio” portano la firma - anzi la voce - di Mario Lupo, presidente della Samot (già arrestato nell’inchiesta sorgente di questa) e Luigi Zancla, numero 1 di Samo. I due imprenditori del Terzo Settore, attivi nelle cure palliative e assistenza domiciliare gratuita, avrebbero concesso la «cortesia» sollecitata da Lombardo assumendo l’amica consigliera comunale di Gravina di Catania, Domenica Spartà, in una delle loro imprese. Una «contropartita» alla «disponibilità» di Giuseppe Lombardo di poter sistemare la vicende dei rimborsi delle prestazioni sanitarie convenzionate.

In questo antico sistema politico di favori e scambi - in barba alla meritocrazia - si inserisce la collaboratrice di Lupo, Veruska Costanza - anche lei indagata - che ha incontrato Lombardo nel suo quartier generale (visite monitorate dalla polizia). Con il politico avrebbe scambiato chat e forse anche telefonate («probabilmente da dispositivi non intercettati», ha annotato la procura). In più occasioni l’emissaria della sanità si sarebbe vantata dei contributi su leggi ed emendamenti che sarebbero stati portati dall’«amico» deputato Ars.

Costanzo tiene direttamente i contatti con la consigliera dalle parentele assolutamente pesanti. Le sorellastre - hanno in comune solo il padre - sono Rita e Francesca Spartà, condannate con sentenza definitiva per estorsione nell’ambito del processo “Juke Box”. All’epoca del Covid le due donne avrebbero fatto da ambasciatrici ed esattrici per conto dei mariti Salvatore Gurrieri, detto “il puffo”, e Salvatore Basile, elementi di rango del gruppo del Villaggio Sant’Agata del clan Santapaola-Ercolano. Le parentele della consigliera sono finite in articoli stampa («vedi che ha querelato e ha vinto»), che hanno allarmato gli indagati, che infatti ipotizzavano di “cacciare” Domenica Spartà alla scadenza dei 3 mesi del Co.co.co. Ma non era così facile: la consigliera andava prorogata. Ordini dell’alto.

Costanzo infatti ha telefonato a Lupo, dicendo che aveva discusso con Zancla: «Ho già parlato con il Presidente per la signora che il 30 scade il contratto ... la signora Spartà se lo possiamo prorogare per altri tre mesi perché il suo sponsor non mi saluta più ... ». Per la Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, non ci sono dubbi: lo «sponsor» è Giuseppe Geremia Lombardo, figlio di Angelo che è stato condannato per corruzione elettorale e assolto dal concorso esterno (la sentenza è di primo grado). E quel posto di lavoro sarebbe stato il prezzo della corruzione. La proroga del contratto alla consigliera “sponsorizzata” viene attuata con il trasferimento da una ditta a un’altra. A un certo punto il gruppetto, e stavolta è d’accordo anche Veruska, ha messo a punto un piano per tirarla fuori dal loro giro d’azione. Il campanello d’allarme è stato l’arresto di Mario Lupo un anno fa. La scelta di “sospendere” il rapporto di lavoro di Spartà - si legge nelle carte - Costanzo e Zancla l’avrebbero condivisa non solo con l’indagato ma anche con lo “zio” Raffaele Lombardo. E l’avrebbero motivata con le vicende giudiziarie di Lupo.

Nota a margine: Giuseppe Lombardo sapeva di essere indagato dalla Procura di Palermo per corruzione: lo scorso maggio gli era stato notificata la proroga dell’inchiesta. Non era a conoscenza però del perché: quello lo ha scoperto venerdì, quando hanno bussato a casa i poliziotti.