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Gela

La stakanovista del lavoro criminale, si arrampicava per i furti anche in gravidanza

Tra le dieci persone indagate c’è una 27enne che agiva insieme con la madre e il compagno

21 Luglio 2026, 08:39

La stakanovista del lavoro criminale, si arrampicava per i furti anche in gravidanza

Una stakanovista del lavoro. Ma criminale. Tanto affezionata da non abbandonarlo neanche con il pancione. È bastato fare la staffetta con la madre, cambiando il ruolo quando lo stato di gravidanza non le consentiva più di arrampicarsi per raggiungere le abitazioni da alleggerire. È la storia di Noemi Peritore, 27 anni, finita agli arresti domiciliari insieme alla madre Cinzia Giaquinta, di 45, e al suo compagno di vita Emmanuel Lo Chiano, di 25, nell’ambito dell’operazione “Gela sicura” con cui la polizia, con il coordinamento della procura di Gela, ha assicurato alla giustizia, in due diversi filoni d’inchiesta, un gruppo di dieci persone dedite a furti in appartamento e raid con spaccate in varie attività commerciali. Tutti episodi che tra settembre 2025 e lo scorso maggio hanno creato paura e un forte allarme sociale a Gela.

Il trio composto da mamma, figlia e genero era specializzato in furti in appartamenti. Professionisti nel loro settore - li ha definiti il procuratore capo Salvatore Vella, che ha evidenziato il forte attaccamento al lavoro criminale della giovane Peritore che in servizio è rimasta fino all’ottavo mese di gravidanza. Con il pancione ha solo cambiato ruolo in quello di palo, lasciando quello più attivo e rischioso a mamma e compagno. Un terzetto agguerrito che agiva con il volto travisato da maschere di clown e di demone per non farsi riconoscere. E non si faceva scrupoli nella scelta delle vittime da colpire. Neanche i parenti nei giorni di festa venivano risparmiati. Il 20 settembre del 2025 è stato preso di mira un nipote di Cinzia Giaquinta nel giorno delle sue nozze.

Mentre festeggiava in un locale di Desusino sul cellulare gli è giunto l’alert dell’intrusione in casa da parte di ladri. Erano le due donne con Lo Chiano che hanno agito non solo a casa dello sposo (senza riuscirci) ma anche di altri due parenti tutti lontani da Butera, quella notte, per il banchetto.

L’attività criminale del trio è stata bloccata non dalla gravidanza di una delle componenti ma dalla collaborazione dei cittadini che hanno dato l’allarme e collaborato con le forze dell’ordine.