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Belpasso

Parco acquatico “Etnaland”, la Cisal preoccupata per il futuro dei 200 lavoratori

La struttura è attualmente sotto sequestro, il sindacato Cisal chiede un'audizione alla Commissione Lavoro e la bonifica per potere riaprire

06 Giugno 2026, 19:30

Parco acquatico “Etnaland”, la Cisal preoccupata per il futuro dei 200 lavoratori

C’è grande preoccupazione nella Cisal e non solo per il futuro immediato dei 200 lavoratori, tra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali, del parco acquatico “Etnaland”, in territorio di Belpasso, struttura attualmente posta sotto sequestro, in quanto interessata, qualche mese addietro, da un’inchiesta della Guardia costiera di Catania nell’ambito di un’indagine avviata per “gravi violazioni di natura ambientale”.

Il sindacato ha incontrato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, al quale sono state espresse le forti preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie rispetto alle conseguenze occupazionali ed economiche derivanti dal perdurare della chiusura della struttura, che rappresenterebbe uno dei principali poli turistici e occupazionali della Sicilia Orientale.

«Su proposta dello stesso presidente Galvagno, già anticipata al presidente della Quinta Commissione Lavoro dell’Assemblea regionale siciliana, on. Fabrizio Ferrara, è stato condiviso l’avvio di un percorso istituzionale finalizzato all’approfondimento della situazione e all’individuazione di possibili soluzioni», ha affermato il segretario provinciale della Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo, il quale ha inoltrato alla Presidenza della Commissione Lavoro una formale richiesta di audizione. «È importante che possano essere ascoltati tutti i soggetti interessati e si possa avviare un confronto concreto sulle prospettive occupazionali e produttive legate alla vicenda - dicono dal sindacato - Il sindacalista ha ringraziato il presidente Galvagno, nel quale abbiamo trovato attenzione e sensibilità verso una problematica che rischia di produrre effetti pesantissimi sul piano occupazionale e sociale. L’avvio di un percorso istituzionale attraverso la Commissione Lavoro rappresenta un primo passo. La nostra priorità - ha concluso Lo Schiavo - resta la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie».

La Procura, lo scorso mese di febbraio, aveva specificato che al parco è stata chiesta la “bonifica integrale delle aree e la dotazione di impianti di depurazione”. Se verranno effettuati gli investimenti necessari in termini di sicurezza ambientale, l’attività potrà riprendere.