Il confronto
La Civita a misura di turisti, residenti contro la gentrificazione: «Pronti a protestare»
L’assessore del Comune di Catania Sangiorgio ha garantito accesso in auto ai disabili e per chi ha garage
Turiste in via Porta di Ferro
L’incontro tra il comitato dei residenti della Civita e il neo assessore alla Viabilità Luca Sangiorgio - tenutosi nel salone della Moschea della Misericordia - è stato animato e interlocutorio, ma l’esito è chiaro: l’amministrazione non torna indietro. La contestata riqualificazione e pedonalizzazione di via Porta di Ferro e via Vecchio Bastione si farà come previsto dal progetto, ma con l’accortezza di trovare accorgimenti che possano venire incontro alle esigenze dei residenti che contestano l’operazione nel merito e nel metodo.
Gli abitanti della Civita denunciano di non essere né consultati né coinvolti nella progettazione e che questa non risponde alle esigenze di chi vive nel quartiere. «L’intervento è pensato per garantire ai turisti una passerella sicura e attraente dal porto al centro città». Un passaggio che i residenti vorrebbero fosse realizzato altrove, dal porto verso piazza Borsellino, a pochi passi dal Duomo. Ipotesi che l’amministrazione non prende in considerazione rilevando, con il dirigente dell’Urbanistica Biagio Bisignani, che il progetto è stato approvato nel lontano 2012, e ora rifinanziato e messo a bando, e che il contratto per l’inizio dei lavori è già stato firmato cosicché i lavori potranno iniziare a breve.
I residenti ringraziano l’assessore della disponibilità ad incontrarli, ma lo sommergono di rilievi e obiezioni sostenendo che questa riqualificazione per loro si traduce in un grave danno. Contestano l’assenza di parcheggi in un quartiere di lavoratori impegnati fino a notte o costretti ad uscire all’alba - pescatori, operatori di ristoranti e B&B, infermiere e collaboratrici domestiche - e dove gli anziani e i disabili sono molti. Per loro «la pedonalizzazione delle due strade è un disastro». Né si rassicurano alla notizia della disponibilità dell’Autorità portuale ad ospitare le loro auto al porto, solo di notte, durante i due anni di lavori nel cantiere. «E di giorno dove le mettiamo? E poi è rischioso attraversare la strada per arrivare al porto, a sua volta insicuro per la vicinanza della Vecchia Dogana dove si riuniscono ragazzi che fanno uso di alcol e droghe e disturbano fino a notte». Neppure la presenza di dissuasori vicini all’incrocio con via Porta di Ferro e di un futuro semaforo pedonale li rassicura, e così pure la futura presenza del parcheggio di via Sturzo, «lontano e a pagamento».
Ancora. Chi abita nei bassi teme che l’eliminazione dei marciapiedi li esponga ad allagamenti in caso di forti piogge e che le panchine e gli arredi attirino gli avventori dei locali della zona impedendo loro il riposo notturno. Inoltre contestano di non avere avuto accesso al progetto e di non conoscere il cronoprogramma degli interventi. E, soprattutto, ribadiscono che questa riqualificazione, come è successo nelle grandi città, costringerà i residenti ad andare via dalle loro case per lasciare spazio alla speculazione e ai turisti. È lo spettro della gentrificazione: i ricchi scalzano i poveri dal centro storico.
I residenti chiedono all’amministrazione di avere il progetto, di conoscere i tempi di inizio e fine lavori, di essere inclusi nella cabina di regia, e di avere garantiti in zona parcheggi con strisce bianche e l’accesso a casa per gli anziani e i disabili. L’assessore Sangiorgio ha assicurato di mettere il progetto a loro disposizione e che terrà conto, nei limiti del possibile, delle loro richieste. Assicura che i portatori di handicap potranno arrivare in auto alle loro case, così come i possessori di garage e tutti i cittadini che vogliano portare a casa la spesa. Garantisce che alle strade sarà data la giusta pendenza in modo che nessun basso si allaghi e si dice interessato a sostenere - con altri fondi e altri progetti - la realizzazione di un parco giochi per bambini, di una biblioteca di quartiere e di un centro diurno per anziani. Infine l’incontro è aggiornato, ma c’è già chi anticipa il blocco del cantiere se le richieste avanzate non verranno accolte.