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IL PATTO

Armani, il 15% può andare a più soci: cosa c’è davvero dietro l’ipotesi dei tre gruppi

La possibilità di ripartire la partecipazione fra EssilorLuxottica, LVMH e L’Oréal prende forma, ma il passaggio decisivo resta la trattativa

29 Settembre 2026, 18:01

18:11

Armani, il 15% può andare a più soci: cosa c’è davvero dietro l’ipotesi dei tre gruppi

Tre possibili partner per una sola quota: nella successione Armani il punto decisivo non è ancora chi entrerà nel capitale, ma se il 15% previsto dal testamento verrà ceduto a un unico gruppo oppure suddiviso. La seconda strada è ora esplicitamente sul tavolo, mentre prezzo e acquirenti restano da definire.

Il testamento di Giorgio Armani prevede la cessione di una prima quota del 15% della società e indica tre interlocutori prioritari: EssilorLuxottica, LVMH e L’Oréal. Non impone, però, che la partecipazione finisca necessariamente a uno solo di loro. È la distinzione che conta mentre si prepara il confronto sul futuro proprietario della maison. I colloqui sulla vendita sono attesi dopo la presentazione della nuova collezione a Milano.

Una quota, più possibili acquirenti

L’ipotesi al centro delle indiscrezioni è dividere il pacchetto tra i tre gruppi, attribuendo a ciascuno il 5%. Affaritaliani riferisce che nessuno sarebbe orientato ad acquistare da solo l’intero 15% e prospetta una disponibilità informale dei potenziali investitori. Sono indicazioni da trattare come tali: non equivalgono a offerte vincolanti, né dimostrano che esista già un’intesa sulla ripartizione o sul prezzo.

Un elemento concreto è arrivatodall’amministratore delegato della maison, Giuseppe Marsocci. Interpellato sulla possibilità di più acquirenti, ha osservato che non è stabilito in modo irrevocabile che il compratore debba essere uno soltanto. L’apertura rende plausibile una soluzione condivisa, ma non conferma lo schema del 5% a testa. I nomi indicati dal fondatore hanno una posizione prioritaria; tra le possibilità figurano anche operatori di pari livello.

La volontà testamentaria colloca la prima cessione entro 18 mesi dalla morte dello stilista, avvenuta il 4 settembre 2025. Il termine porta al marzo 2027: non significa che la vendita sia già definita, ma indica l’orizzonte entro il quale gli eredi e la società devono lavorare alla scelta del partner o dei partner. Le trattative dovranno tradurre le indicazioni del fondatore in condizioni economiche condivise.

Rapporti consolidati, valutazione ancora da definire

Per due dei gruppi indicati, l’interesse potenziale si innesterebbe su rapporti commerciali esistenti. EssilorLuxottica sviluppa, produce e distribuisce gli occhiali dei marchi Armani in base a una licenza rinnovata per 15 anni dal gennaio 2023. L’Oréal ha rinnovato la licenza per il settore beauty fino al 2050. LVMH è invece il grande gruppo del lusso presente nella rosa degli acquirenti preferenziali indicati nel testamento. Questi legami aiutano a capire perché i tre nomi ricorrano nel dibattito, senza anticipare le loro decisioni d’investimento.

Il nodo economico resta la valutazione della società. Affaritaliani riporta per il 2025 un fatturato diretto di circa 2,2 miliardi di euro e un giro d’affari più ampio considerando i licenziatari. Sono grandezze diverse dal valore del capitale: non permettono, da sole, di calcolare il prezzo del 15% o di ciascuna eventuale quota del 5%. Prima di parlare di accordo occorrerà dunque conoscere quale valore le parti attribuiranno all’azienda e quali condizioni accompagneranno l’ingresso dei nuovi soci.

C’è infine una differenza tra acquistare una partecipazione di minoranza e assumere il controllo della maison. La prima operazione è quella oggi all’esame; gli scenari successivi previsti dalle volontà dello stilista richiedono scelte ulteriori e non vanno considerati l’esito automatico della vendita iniziale. Per ora, il fatto verificabile è più circoscritto: la cessione del 15% è prevista, la sua suddivisione fra più acquirenti è possibile, ma un accordo tra i tre gruppi non è stato annunciato.