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Industria

Catania e automazione alla STMicroelectronics: Uilm incalza per "tutelare i lavoratori"

Il sindacato chiede un tavolo di confronto sugli investimenti in robotica umanoide e intelligenza artificiale che secondo il segretario Caramanna potrebbe diventare una minaccia per l'occupazione.

07 Settembre 2026, 09:02

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Catania e automazione alla STMicroelectronics: Uilm incalza per "tutelare i lavoratori"

L'impiego sempre più diffuso di robot umanoidi e intelligenza artificiale all'interno degli impianti produttivi della STMicroelectronics accende il dibattito sul futuro dell'industria etnea. A sollevare la questione è Giuseppe Caramanna, segretario generale Uilm e responsabile del Dipartimento Industria Uil di Catania, che sottolinea l'urgenza di analizzare le ricadute di queste nuove tecnologie sul tessuto occupazionale locale. Commentando le recenti strategie aziendali, il sindacalista dichiara: "Dalla stampa abbiamo appreso come STMicroelectronics stia investendo concretamente nella robotica umanoide e nell'intelligenza artificiale applicata alla produzione. Notizie che impongono una riflessione anche sul futuro dell’industria a Catania. Anzi, sul futuro di Catania".

Il riferimento è ai recenti investimenti della multinazionale, che spaziano dall'aggiornamento dei vecchi impianti alle partnership strategiche nel settore della robotica avanzata. Entrando nel dettaglio delle operazioni aziendali, Caramanna precisa: "Solo per citare le notizie più recenti, STM ha annunciato programmi per l’introduzione dei robot e, contemporaneamente, la riqualificazione dei lavoratori negli impianti produttivi più datati. La stessa multinazionale, poi, ha investito significativamente in Oversonic Robotics con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo industriale, tecnologico e internazionale di RoBee e delle sue applicazioni nei settori manifatturiero e sanitario. Questi elementi ci dicono che siamo ben oltre la semplice sperimentazione. Non siamo contrari all'innovazione, perché siamo consapevoli che la competitività dell’azienda e la capacità di Catania di mantenere, rafforzare il proprio ruolo industriale dipenderanno pure dalla capacità di utilizzare le nuove tecnologie. Noi della Uilm riteniamo, però, che sia tempo di aprire una discussione seria sulle prospettive del comparto industriale catanese, non solo del sito etneo di Stm".

La posizione del sindacato è chiara: la tecnologia deve rappresentare un supporto alle maestranze, alleviando il carico delle mansioni più logoranti, ma non deve in alcun modo tradursi in una contrazione della forza lavoro. Affrontando il delicato equilibrio tra innovazione e tutela dei posti di lavoro, il segretario ribadisce: "La robotica può eliminare attività ripetitive, pesanti e potenzialmente pericolose, migliorare la sicurezza e la qualità dei processi, rendere più competitiva la produzione. Non può, invece, diventare automaticamente sinonimo di riduzione dell'occupazione. La tecnologia deve sostituire la fatica, la ripetitività e la pericolosità del lavoro. Non il lavoratore! La questione diventa ancora più importante se consideriamo la grande trasformazione che sta interessando Stm Catania, dagli investimenti sul Silicon Carbide Campus alle nuove tecnologie legate al SiC, al GaN, all'automazione, alla digitalizzazione e alla produzione avanzata".

Per affrontare questa imponente transizione, Uil e Uilm pongono al centro del dibattito la necessità di un aggiornamento continuo delle competenze. Sottolineando l'importanza di un dialogo costante con i vertici aziendali, l'esponente sindacale aggiunge: "Per Uil e Uilm, che hanno dedicato la propria stagione congressuale proprio alla grande sfida rappresentata dall’avvento dell’Intelligenza artificiale, è indiscutibile e imprescindibile nella fabbrica la centralità di lavoratori sempre più qualificati, preparati e protagonisti dell'innovazione. Per questo riteniamo necessario aprire con le imprese un confronto strutturato sulla trasformazione tecnologica del sito di Catania e chiederemo all'azienda di fornire un quadro chiaro degli investimenti previsti in automazione, intelligenza artificiale e robotica, indicando quali reparti saranno interessati, quali attività verranno automatizzate, quali nuove professionalità saranno necessarie, quali mansioni verranno trasformate e quale sarà l'impatto previsto sugli organici. Ma soprattutto chiederemo che la formazione diventi il principale strumento per accompagnare questa trasformazione".

A chiudere l'intervento è un appello diretto alla dirigenza affinché venga garantita la massima condivisione delle scelte strategiche con le parti sociali e i delegati alla sicurezza. Nel tracciare la linea delle rivendicazioni sindacali, Caramanna conclude: "La Uilm ha richieste precise. Maggiore trasparenza sugli investimenti tecnologici e sul loro impatto sull'organizzazione del lavoro; percorsi strutturati di formazione e riqualificazione; confronto preventivo sull'introduzione di robot e sistemi di intelligenza artificiale; garanzie occupazionali; valorizzazione delle professionalità interne; sviluppo a Catania di nuove competenze legate alla smart-factory e alla robotica. Rivendichiamo, inoltre, che la trasformazione tecnologica venga accompagnata da un confronto permanente con le Rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali, mentre sembra persino ovvio oltre che doveroso il coinvolgimento preventivo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza nella valutazione dei rischi derivanti dall'interazione tra lavoratori, robot e nuovi sistemi automatizzati".