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La vertenza

Pfizer Catania, dai sindacati e dalla politica un fronte compatto contro i licenziamenti

In attesa del sit-in del 17 luglio, e della protesta a Roma del 22, le richieste al Governo sono unanimi: tutelare sito industriale e occupazione. E c'è chi critica il sindaco Trantino per non aver ancora preso posizione. A intervenire Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal ma anche i partiti Mpa, Pd, M5s e Controcorrente

11 Luglio 2026, 18:24

18:30

Pfizer Catania, dai sindacati e dalla politica un fronte compatto contro i licenziamenti

Il colosso farmaceutico Pfizer a Catania smetterà di produrre due prodotti: le due siringhe preriempite MTX e il dispositivo "Pen". E questo comporterà "l'esubero" di circa 370 lavoratori. «Stiamo assistendo ancora una volta all’ennesimo copione: i grandi colossi internazionali arrivano, beneficiano delle risorse della nostra terra, delle agevolazioni e della nostra forza lavoro per poi lasciare deserto industriale e disperazione sociale. L’incontro fissato per il prossimo 22 luglio deve rappresentare il tavolo della reale gestione di questa crisi, in cui far valere il pieno rispetto degli impegni presi dalla Pfizer con il paese e con la Sicilia in particolare. Riteniamo necessaria una presa di posizione da parte di tutti gli organi locali, primo tra tutti il nostro civico consesso, perché si faccia promotore di un tavolo di crisi permanente per difendere il diritto di tutti questi lavoratori e delle loro famiglie». A intervenite sulla vertenza Pfizer è la coordinatrice del Mpa di Catania, Pina Alberghina.

L'esponente autonomista è una delle tante voci che in questi giorni stanno intervenendo sulla vicenda. In attesa della manifestazione proclamata per il 22 luglio a Roma, sindacati e politica etnea (e non solo) denunciano infatti a gran voce lo smantellamento del sito produttivo nella zona industriale, che comporterebbe 330 licenziamenti, ai quali si aggiungono altri 40 lavoratori somministrati tramite Randstad. E tutti chiedono l'intervento del Governo. Dopo l’assemblea nello stabilimento dei giorni scorsi, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici unitariamente, si oppongono fermamente alla decisione dell’azienda. Le sigle annunciano una dura mobilitazione che vedrà un sit-in il 17 luglio davanti ai cancelli di Pfizer e culminerà il 22 luglio con una manifestazione a Roma, durante il tavolo al Mimit. I sindacati chiedono le dimissioni del direttore Giuseppe Campobasso e pongono condizioni per un’eventuale cessione: l’acquirente dovrà avere comprovata esperienza nel settore farmaceutico oltre che garantire tutta l'occupazione. Viene poi criticato il silenzio del sindaco, Enrico Trantino: «Davanti a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni non è arrivata una parola a difesa dei lavoratori e del futuro della città. Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze cancellati con una firma. Per Pfizer i numeri sono esuberi. Per noi sono persone, famiglie e futuro», scrivono le sigle.

La critica al sindaco è ribadita dal segretario provinciale Cisal, Lo Schiavo: «Non chiediamo proclami, chiediamo l'esercizio doveroso del ruolo istituzionale che compete al Sindaco, davanti a una crisi di questa gravità». Il silenzio, in questi casi non è neutralità, bensì, abdicazione. Sulla stessa linea, il segretario provinciale Fialc Cisal, Giuseppe La Mendola. Anche il fronte politico si mobilita a sostegno dei lavoratori. Pierpaolo Montalto e Valentina Ruffino di Sinistra Italiana evidenziano che gli esuberi sono passati dai 130 del 2021 agli attuali 330. Accusano la multinazionale di privilegiare esclusivamente i profitti, enormemente accresciuti durante la pandemia, a discapito delle famiglie del territorio, e annunciano un’interrogazione da parte del senatore Tino Magni. Lidia Adorno, deputata Ars del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione al presidente regionale Renato Schifani. Denunciando la perdita di produzioni strategiche, la deputata sollecita la Regione Siciliana a convocare con la massima urgenza un tavolo istituzionale. Il deputato Ars Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, tramite un'interrogazione urgente nata dal «confronto diretto con le sigle sindacali», pretende che Pfizer chiarisca le sue reali intenzioni sul futuro del sito catanese. Chiede inoltre che la Regione si presenti al ministero esigendo una «moratoria sugli atti irreversibili, la verifica di eventuali aiuti pubblici percepiti dall'azienda e la stesura di un vero piano industriale». Nei giorni scorsi anche la deputata regionale del Pd Ersilia Saverino è intervenuta con un'interrogazione rivolta agli assessori competenti.