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La crisi

Pfizer Catania, i sindacati verso la "mobilitazione dura" contro i 330 licenziamenti

Le sigle Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Cisal chiedono “le dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso”

07 Luglio 2026, 15:56

16:00

Pfizer Catania, i sindacati verso la "mobilitazione dura" contro i 330 licenziamenti

Per la crisi della Pfizer di Catania ci sarà un'assemblea dei lavoratori il 9 luglio nello stabilimento e un presidio otto giorni dopo davanti ai cancelli. Il 22 luglio, in concomitanza con il tavolo ministeriale, la proclamazione dello sciopero con manifestazioni a Catania e a Roma. È questo il calendario della “mobilitazione dura” annunciata dalle organizzazioni sindacali dopo la comunicazione della multinazionale farmaceutica di 330 esuberi nel sito etneo, cui si sommano i licenziamenti di altri 40 lavoratori somministrati tramite Randstad, molti dei quali impegnati nello stabilimento da circa un decennio.

Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze cancellati con una firma. Per Pfizer i numeri sono esuberi. Per noi sono persone, famiglie e futuro”, si legge in una nota congiunta. Le sigle Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Cisal chiedono “le dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso”, la cui gestione negli ultimi anni, sostengono, avrebbe “prodotto soltanto un progressivo ridimensionamento del sito, fino alla chiusura del Penicillinico e agli annunciati licenziamenti”. “Chi ha contribuito a questo fallimento industriale deve assumersene la responsabilità”, affermano.

Non meno severo il giudizio sulla politica. “Altrettanto gravi sono i silenzio della politica. Prendiamo atto della richiesta del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di un intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ma adesso servono fatti. Incomprensibile è il silenzio del sindaco di Catania, Enrico Trantino: davanti a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni non è arrivata una parola a difesa dei lavoratori e del futuro della città”. “Non permetteremo che una multinazionale presente a Catania dal 1959 abbandoni il territorio lasciando centinaia di famiglie senza reddito e un altro vuoto industriale. Da oggi la risposta dei lavoratori sarà unitaria, determinata e visibile in ogni sede”, concludono i sindacati.