Attualità
Parco degli Iblei, Sicindustria Ragusa: "Non può esserci alcun automatismo, ma serve un'analisi economica e territoriale complessiva"
Il presidente Giorgio Cappello indica la strada per uscire da una fase in cui a farla da padrone è la mancanza di un'adeguata concertazione
Sicindustria Ragusa ribadisce che il Parco Nazionale degli Iblei non può nascere per mero automatismo normativo, ma deve essere il frutto di un esame approfondito, partecipato e supportato da un’analisi economica e territoriale complessiva. La posizione è stata espressa nel corso del confronto promosso ieri dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa, in occasione del quale l’associazione ha depositato un proprio position paper.
“La nostra posizione è chiara – afferma il presidente degli imprenditori iblei, Giorgio Cappello – non siamo contro la tutela ambientale degli Iblei, ma contro qualsiasi decisione automatica su una proposta che non è stata adeguatamente concertata e che non è supportata da una valutazione economica completa”.
Secondo Sicindustria Ragusa, la sentenza del TAR obbliga la Regione a chiudere il procedimento, ma non impone in alcun modo l’approvazione dell’attuale perimetrazione e configurazione del Parco. “Provvedere non significa assentire – aggiunge Cappello – e la Regione ha il dovere di esprimere una decisione motivata, valutando tutte le opzioni previste dall’ordinamento e riaprendo un reale confronto con i territori”.
Nodo centrale della posizione degli industriali è la difesa del cosiddetto “Modello Ragusa”, considerato l’asse portante dello sviluppo locale. Nel documento si legge: “Il Modello Ragusa è un equilibrio costruito tra agricoltura, zootecnia, agroalimentare, industria, artigianato, materiali lapidei, turismo, energia e servizi. È un sistema che ha garantito crescita e occupazione: non può essere messo in discussione senza una valutazione degli effetti complessivi”.
L’associazione sottolinea inoltre che l’area iblea è già oggi interessata da un articolato sistema di protezioni ambientali e paesaggistiche: “Gli Iblei non sono privi di protezione: esistono riserve naturali, SIC e ZSC, Rete Natura 2000, Piano Paesaggistico e un insieme di vincoli ambientali e urbanistici. Prima di introdurre un nuovo ente Parco occorre dimostrarne la reale necessità e proporzionalità”.
Nel position paper viene richiesta una valutazione puntuale degli impatti economici su tutti i comparti coinvolti, dalle attività agricole e industriali fino a infrastrutture, energia, cave e turismo. “Ogni scelta deve basarsi su dati completi e verificabili. Senza una istruttoria economica seria si rischia di assumere decisioni che non tengono conto delle ricadute reali sul sistema produttivo”.
Resta infine il tema delle risorse. “Un Parco senza risorse certe – conclude Cappello – rischia di trasformarsi in un insieme di vincoli. Prima di qualsiasi decisione servono dati ufficiali su costi, personale, gestione, sicurezza e compensazioni. Vincoli certi e risorse incerte non possono essere la base del futuro degli Iblei.”