Gli scenari
Aeroporti di Catania e Comiso: «Per la privatizzazione della Sac interesse anche dal fondo di Dubai»
Il commissario della Camera di Commercio Belcuore: «Avviso atteso entro il 15 maggio». Il sindaco Trantino: «Sosterrà la crescita». I sindacati chiedono sin da ora «tutele occupazionali»
«Dopo un iter complicatissimo durato un anno registriamo un’attenzione internazionale sulla privatizzazione di Sac, merito di anni di crescita costante. Ho anche ricevuto notizia di un interessamento persino da Dubai, dal fondo sovrano dell’Emirato. Penso che entro il 15 maggio avremo l’avviso per la manifestazione di interesse». A parlare è Antonino Belcuore, commissario straordinario della Camera di commercio del Sud-Est (che comprende i territori di Catania, Ragusa e Siracusa) e che ha il controllo, con circa il 61% delle quote, di Sac, spa che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Ieri il Ministero dei trasporti ha ufficializzato il benestare all’avvio della procedura per l'ingresso dei privati. Primo step: raccogliere le manifestazioni di interesse. Poi, presumibilmente in piena estate, i soci si riuniranno per stilare il bando effettivo, con l’aiuto di vari advisor, ovvero Mediobanca per gli aspetti finanziari, Gianni & Origoni per l’assistenza legale e Steer per la componente industriale e tecnica. «Mi auguro - conclude Belcuore - che l'approvazione del bando avverrà con un nuovo consiglio camerale eletto. Le somme, ricordo, dovranno essere destinate alle imprese del territorio, tutelarle è il compito della Camera di Commercio».
L’avvio della procedura lascia soddisfatto anche il sindaco di Catania, e metropolitano, Enrico Trantino, che coi due enti controlla in totale circa il 14% circa delle quote: «La privatizzazione può sostenere uno scalo in costante crescita. Fontanarossa ha una grande capacità attrattiva. Da sola la società anche con finanziamenti bancari, non riuscirebbe più a sostenere i flussi di traffico con la velocità a cui bisognerebbe farlo. Quindi bisogna essere pronti a rivolgersi a capitali esterni, sempre con la tutela dei territori». Il futuro acquirente acquisirà una quota compresa tra il 51 e il 66% di Sac, per una vendita che si prospetta da centinaia di milioni, se non miliardaria. Ma sulla percentuale da cedere è tutto da stabilire: «È ancora da considerare questo aspetto. Le quote sono da rivedere», commenta Trantino.
La privatizzazione è «un passaggio fondamentale per la crescita di Sac e lo sviluppo del sistema aeroportuale della Sicilia orientale», hanno dichiarato Anna Quattrone e Nico Torrisi, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Sac. Il benestare del Mit, hanno proseguito, «ci consente di avviare formalmente una fase strategica, volta ad attrarre investitori qualificati capaci di sostenere un piano di crescita ambizioso, rafforzando competitività, innovazione e qualità dei servizi, nel pieno rispetto dell’interesse del territorio e delle comunità, con l’obiettivo di valorizzare il potenziale degli scali di Catania e Comiso, incrementandone la capacità attrattiva a livello nazionale e internazionale e contribuendo alla crescita economica e turistica di tutta la Sicilia».
Il parere sulla privatizzazione è positivo anche dai sindacati. Ma con delle puntualizzazioni. «Il percorso - afferma Alessandro Grasso, segretario regionale di Filt Cgil - deve essere condiviso con le parti sociali, per lo sviluppo infrastrutture ma soprattutto della tutela occupazionale e retributiva dei lavoratori di Sac e Sac Service. Ci aspettiamo una convocazione».
Sulla stessa linea Fit Cisl, col segretario regionale Dionisio Giordano: «Il percorso deve essere chiaramente condiviso con i sindacati. E poi si deve chiarire quanto i capitali impatteranno sulla forza lavoro. Attendiamo un incontro».
Per Antonio Oranges, coordinatore regionale Trasporto aereo di Uil Trasporti, «il timore è che il passaggio a grandi gruppi privati, e si parla già di Mundys, F2i, Save e altri, possa portare logiche di efficientamento a scapito di stabilità contrattuale e servizi». E anche Oranges attende «un incontro immediato con Sac spa per chiarire il futuro dei dipendenti».
Concetti ribaditi da Tino Minutola, segretario etneo di Ugl Trasporto aereo e referente per la Sicilia Orientale: «Ferma restando la garanzia e la tutela dei livelli occupazionali, accogliamo con favore l'ingresso di capitali privati in Sac in un’ottica di sviluppo e implementazione del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. L'auspicio è che ciò possa migliorare le procedure gestionali e di conseguenza accelerare i processi decisionali tante volte inevitabilmente rallentati dalla burocrazia».
Sul tema interviene anche Maurizio Caserta, capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale a Catania e (soprattutto) economista dell'Università di Catania. «L'infrastruttura resta in mano pubblica. La privatizzazione riguarda la società di gestione che si occupa di fornire servizi all’aeroporto. La società di gestione, con capitale pubblico o privato, è titolare di una concessione Enac cui lo Stato affida le infrastrutture aeroportuali: non c’è una ragione forte per pensare che una società a capitale pubblico osservi di più e meglio i termini della concessione di una società a capitale privato. E l’esperienza con la società a capitale pubblico, la Sac attuale, lo dimostra. I termini del contratto di concessione meritano la massima attenzione e la capacità del ente controllante di svolgere correttamente la sua funzione».


