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L'Università di Catania lancia la Fondazione Siciliae Studium Generale 1434: 19 imprese insieme per fermare la fuga dei cervelli

Fra gli scopi dell’iniziativa ci sono il riconoscimento della risorsa umana come leva centrale di sviluppo e la riduzione del gap tra domanda e offerta di lavoro giovanile

13 Febbraio 2026, 00:05

UniCt lancia la Fondazione Siciliae Studium Generale 1434: 19 imprese insieme per fermare la fuga dei cervelli

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Valorizzare il capitale umano attraverso la formazione, la ricerca e l’inserimento nel mondo del lavoro e supportare percorsi di didattica innovativa in campo umanistico, sociale, scientifico, tecnologico e della cultura di impresa e delle professioni: sono alcuni degli obiettivi con cui è nata la Fondazione Siciliae Studium Generale UniCt 1434 a cui hanno aderito 19 attività imprenditoriali che spaziano dalla manifattura all’agroalimentare, dall’energia alla sanità, dall’editoria all’aeronautica. A guidare la nuova Fondazione, su delega del rettore Enrico Foti, Elita Schillaci, docente di Imprenditorialità e Business Planning di UniCt.

Tra gli scopi della Fondazione anche lo sviluppo di modelli formativi che prevedano la collaborazione tra docenti universitari e professionisti e la promozione di percorsi di creazione di impresa. L’intento è quello di potenziare il riconoscimento della risorsa umana come leva centrale di sviluppo e contribuire a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro giovanile (e non solo) in ambito regionale e nazionale, attraendo talenti invertendo flussi di mobilità e migrazione di cervelli verso altri territori.

«Il sostegno delle imprese - spiega a La Sicilia il rettore Foti - è assolutamente necessario e siamo riusciti a mettere attorno a un tavolo gran parte delle imprese più prestigiose nel nostro territorio e assieme vogliamo portare avanti questa Fondazione ai fini di una formazione continua per i nostri studenti, anche dopo la laurea, soprattutto portando in aula non solo professori universitari, ma anche professionisti che trasferiscano competenze e non solo conoscenze. L’obiettivo comune - sottolinea - è quello di valorizzare il capitano umano, quindi invertire la fuga dei cervelli, anzi cercare di attrarli assieme e quindi chiaramente vogliamo, da un lato, sviluppare delle conoscenze condivise e dall’altro anche cercare di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro da parte dei nostri studenti attraverso tirocini, attraverso attività nelle imprese e prima di altre, quelle che stanno condividendo questo percorso. Abbiamo ancora sei mesi per poter aderire come soci fondatori, quindi siamo aperti anche ad altri partner. Vogliamo valorizzare la nostra terra, questo è l’obiettivo, attraverso la crescita dei nostri ragazzi e fare in modo che non ci sia questa fuga dei cervelli, che è il patrimonio più pregiato che abbiamo. Siamo ambiziosi, vorremmo essere rappresentativi non solo a Catania, ma anche in tutto il Sud-Est della Sicilia».

C’è poi l’innovazione nella progettazione dei percorsi formativi e nelle metodologie didattiche e la promozione assieme agli enti partecipanti e ai partner di iniziative di formazione ed engagement del territorio di alto livello qualitativo. Altro obiettivo è quello di individuare i profili lavorativi del futuro e le relative nuove abilità e competenze e di erogare le necessarie iniziative formative capaci di accelerare i percorsi di innovazione territoriale e di placement strategico, in una visione ampia ed evolutiva del territorio, con particolare attenzione al bacino del Mediterraneo. Saranno attivati percorsi aggregativi e di networking con gli ex allievi dell’Università, attraverso attività associazionistiche che valorizzino modelli di mentoring e di trasferimento di talento, esperienze, competenze e abilità per accelerare processi formativi e opportunità occupazionali mirati. Oltre alle attività formative, la Fondazione potrà promuovere attività di consulenza e studio per operatori del settore pubblico e privato, per il miglioramento delle risorse umane, la qualificazione degli occupati e la riqualificazione delle persone da ricollocare nei contesti produttivi.

«È stata una giornata importantissima - dice a La Sicilia la neo presidente del Cda Schillaci - che rappresenta il grande elemento discontinuità perché non è solamente una Fondazione, è un progetto completamente innovativo che mette al centro i nostri giovani. Noi vogliamo assolutamente cambiare il modello in cui i ragazzi vanno via. Faremo di tutto per attrarre talenti e risorse e lo faremo tutti insieme. È un progetto di tutta la comunità, ci stanno le aziende più importanti, quelle più piccole, quelle più grandi, nazionali, internazionali. È veramente un ecosistema che lavora per mettere al centro il valore delle risorse umane che è l’elemento centrale per ogni crescita. Abbiamo riunito aziende di grandissimo livello con Catania che è crocevia di questo progetto che non è un progetto dell’università, lo vogliamo dire, è un progetto di tutti quanti, condiviso, quindi tante energie insieme e vogliamo darlo in mano al sistema. L’università ha fatto da costruttore di un progetto che dovranno prendere in mano tutte le imprese. Io sono fermamente convinta che bisogna avere entusiasmo e capacità progettuale. Ed è proprio con questo entusiasmo che ho trascinato le aziende, ho sempre pensato che fosse importante volare alto e il rettore mi ha dato la possibilità di esprimermi in un progetto completamente innovativo, perché non è solo una fondazione. È la progettualità innovativa, è l’erogazione di una formazione completamente diversa, è un modello assolutamente discontinuità, quindi mi conferma quello che ho sempre voluto essere, un’agente di cambiamento o una unstoppable, come sono stata definita».

È stato il notaio Alessandro Marino a suggellare l’impegno dei 19 soci fondatori.