l'incontro
Quando Pertini e Pappalardo sfidarono la mafia: il cardinale e il presidente a difesa di Palermo
Seminario a Zafferana Etnea: memoria del prelato e del legame con il presidente, senso dello Stato, alleanza contro la criminalità e dialoghi su fede e politica con giuristi, istituzioni e giovani
Avvertendo “la responsabilità di essere cittadini”, alla luce del monito, pronunciato all’interno del messaggio del Presidente della repubblica Sergio Mattarella, nell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana e guidato dalla consapevolezza di fare memoria dell’esperienza e della testimonianza civile, sociale e religiosa del Cardinale Salvatore Pappalardo, reduci dal successo ottenuto, quest’anno proponiamo la seconda edizione di “Seminario Pappalardo- Dialoghi ragionati di fede e politica” . A parlare è il giornalista Giambattista Coltraro gia vice presidente F.U.C.I e delegato Ucsi e promotore di questi incontri nel ricordo del cardinale Pappalardo nell’anniversario della nascita.
Oggi (24 settembre) alle ore 18,30 nella Biblioteca comunale di Zafferana Etnea si svolgerà l’incontro sul tema “ Il cardinale e il Presidente degli Italiani Sandro Pertini”. Quelle di Sandro Pertini e del cardinale Salvatore Pappalardo sono due storie simbolo. Il loro rapporto è stato di profonda stima reciproca e di alleanza contro la mafia, in anni particolarmente bui. Il loro incontro fu importante per entrambi. Ai funerali del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie e dell’agente di scorta uccisi da Cosa nostra è presente il Presidente Sandro Pertini che rimane colpito dalla frase pronunciata da colui che officiava le esequie ossia il cardinale Salvatore Pappalardo : “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” (Mentre a Roma si discute , Sagunto viene espugnata ).
Questa citazione tratta da Tito Livio era un durissimo attacco contro lo Stato che aveva lasciato sola Palermo. Pertini fu colpito da quel prelato che non abbassava la testa davanti alla mafia e alla criminalità organizzata. Da allora Pertini e Pappalardo, un laico e un cristiano si trovarono uniti da un fattore comune “il senso dello Stato “. Il loro incontro resta un modello , in un tempo in cui Stato e Chiesa in Sicilia spesso si ignoravano e si guardavano con sospetto. Un presidente laico e un cardinale trovarono un linguaggio comune : la difesa della dignità di Palermo. Con quella frase il cardinale rompe un tabù secolare. E’ il primo alto ministro della Chiesa a riconoscere esplicitamente, davanti alle telecamere, l’esistenza e la forza della criminalità organizzata. Fino ad allora in Sicilia molti , anche nella Chiesa preferivano non nominarla. Invece il cardinale la nomina e accusa lo Stato centrale di discutere , mentre la città cade.
Pertini capisce la portata di quell’espressione e trova in Pappalardo l’unico rappresentante delle Istituzioni che ha avuto il coraggio di dire la verità in quel giorno. Negli anni a seguire l’illustre prelato continua a percorrere la stessa strada, celebrerà i funerali di altre vittime della mafia, parlerà ai giovani e aprirà le porte ai familiari delle vittime e sarà ancora lui a celebrare nella stessa Chiesa di San Domenico i funerali di Giovanni Falcone , della moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta. Pertini dal Quirinale lo osserva e lo sostiene a distanza. Anzi avrebbe voluto nominarlo senatore a vita per altissimi meriti civili per la sua lotta contro Cosa nostra.
Avendo appurato che non era possibile questa nomina per il veto posto dalla Segreteria di Stato della Santa Sede per la quale era impossibile che un cardinale in carica potesse entrare a far parte di un’Assemblea legislativa, pensò di onorarlo come cittadino concedendogli la più alta onorificenza civile della Repubblica : il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana .Non era solo una medaglia , era un messaggio politico : lo Stato laico riconosceva nella Chiesa palermitana di Pappalardo un alleato nella lotta alla mafia.
Su queste e altre trattazioni per rendere note le due illustri personalità di Pertini e di Pappalardo, sul loro rapporto, sul loro operare tratteranno due eminenti relatori: Enrico Cuccodoro docente di diritto costituzionale dell’Università del Salento nonché coordinatore dell’Osservatorio istituzionale “Sandro e Carla Pertini” e Agatino Cariola docente di diritto costituzionale dell’Ateneo catanese nonché Presidente unione giuristi cattolici italiani sezione di Catania. Interventi programmati di Alfio Rossano Zappalà Presidente della Consulta giovanile e Rosaria Verzì presidente del Gruppo misto in Consiglio Comunale.Saluti istituzionali del sindaco Salvatore Russso e del suo vice Salvo Coco. Moderatore Giambattista Coltraro.