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l'incontro

Ascoltare gli alberi: la serata con Tiziano Fratus

Mercoledì 9 settembre alle 19:30 al Favazza Etna Winery, incontro tra poesia, ascolto degli alberi e degustazione.

07 Settembre 2026, 19:13

Ascoltare gli alberi: la serata con Tiziano Fratus

S’intitola “Alberi, vino e filosofia” l’incontro che si terrà mercoledì 9 settembre, alle ore 19.30, a Fornazzo, frazione di Milo (al Favazza Etna Winery per Vini Milo 2026).

Indiscusso protagonista Tiziano Fratus, scrittore, (poeta che dice “sono un bosco che cammina,/ sono un bosco che radica e sradica”), appassionato cercatore d’alberi millenari, in Italia e in giro per il mondo, come il nostro maestoso Castagno dei Cento Cavalli, nel borgo di Sant’Alfio.

Per l’occasione interverranno anche Tommaso La Mantia, docente di Ecologia forestale (Università di Palermo) e Turi Caggegi, giornalista (e moderatore dell’appuntamento).

Fratus, noto come “homo radix”, ovvero “uomo radice”, che, da oltre un ventennio, attraversa il paesaggio cercando di attuare una connessione emotiva, culturale, spirituale con i grandi alberi, le foreste, i boschi e, più genericamente, la natura, condurrà un discorso “fastosamente bisbigliato da questi signori del tempo”, gli alberi, non senza attingere ad un vasto “silvario”, neologismo dello stesso Fratus coniato per alludere alle raccolte poetiche ambientate nei boschi, nelle foreste, a contatto con gli alberi.

L’attesa, la quiete, la penitenza, il dubbio, la mutevolezza, il candore, la speranza, il respiro, la resistenza, la sacralità, il ricordo, la cura, sono “scintille” che accendono il “paesaggio interiore” di Tiziano Fratus.

Cardine dell’intervento l’ascolto.

C’è una grammatica che attende solo di essere ascoltata. Una lingua che abbiamo dimenticato allontanandoci dal cuore selvatico della nostra immaginazione. Qualcuno la chiama boschese, qualcuno la chiama natural�zza, qualcuno la chiama selvatichezza. Ma non importa il suono delle parole che adottiamo, conta piuttosto il nostro fare ritorno alla radice dell’esistenza, il nostro posarsi di una foglia al suolo, al levarsi del sole ogni mattina da dietro le montagne. Siamo parte di questo istinto al movimento, un dono immenso”,

riprendendo un passo da uno dei suoi libri più suggestivi: “Il bosco è un mondo”.