Parole senza confini: sogni, scuola e la forza della diversità raccontati nel film di Francesco Mazzullo
Un viaggio tra sogno e realtà che trasforma la neurodiversità in risorsa: la scuola come luogo di inclusione, empatia e rinascita
"Parole senza confini" è il nuovo film scritto e diretto da Francesco Mazzullo, art director del Teatro dell’Accademia, autore, attore e regista e lifecoach. Prodotto da A.I.O.S. Produzioni e Officine virali in coproduzione con il Liceo statale Lombardo Radice di Catania diretto dal dirigente scolastico prof. Gianluca Rapisarda che ha sostenuto il progetto che ha ispirato questo film, nell’ambito dell’iniziativa "Dopo di Noi" ideata per uno studente del Liceo.
“Abbiamo voluto – spiega l’autore e regista Mazzullo – far vivere un progetto culturale e sociale che invita a riflettere sul valore dell’inclusione, dell’empatia e della conoscenza reciproca. Un’opera che ricorda come le lingue straniere, il dialogo e l’ascolto possono abbattere ogni distanza e come la diversità possa trasformarsi in una risorsa straordinaria per l’intera comunità”.
Protagonista della storia è il cammino di crescita e consapevolezza intrapreso da un ragazzo neurodivergente, accompagnato da docenti e compagni di scuola, che attraverso incontri, relazioni ed esperienze significative scoprirà il valore della diversità, dell’inclusione e della condivisione, trasformando le proprie fragilità in valore aggiunto e in occasione di confronto e scambio di umanità.

La narrazione si sviluppa al confine tra mondo reale e mondo onirico – spiega l’autore e regista Mazzullo – Il sogno è il filo conduttore che trasporta lo spettatore in uno spazio sospeso e in tempo rallentato e dove la scuola assume un forte valore simbolico e si trasforma in luogo di memoria, incontro, crescita e rinascita. Il film punta i riflettori sulle difficoltà comunicative e relazionali che accompagnano la neurodiversità, ma anche sulle potenzialità che emergono quando il contesto riesce ad accogliere e valorizzare ogni persona. I dialoghi tra realtà e immaginazione sono metafora della ricerca della propria identità e della necessità di costruire ponti valicando i quali si superano stereotipi, pregiudizi e barriere culturali.
La costruzione narrativa dell’opera è influenzata dall’esperienza di Mazzullo, specialista in psicodramma e teatroterapia, nell’ambito delle dinamiche relazionali e dei percorsi espressivi e nel privilegiare l’ascolto delle emozioni, nel valore della relazione e la forza trasformativa dell’esperienza condivisa e soprattutto nella delicatezza con cui ha fatto emergere il mondo interiore del protagonista.
Il regista Mazzullo affiancato dall’aiuto regista Daniele Vitale e dall’assistente Oliviero Andrea Zega ha diretto un cast costituito da: Enrico Lombardo, attore “speciale” di teatro e cinema, la partecipazione straordinaria delle docenti Graziella Allotta, Caterina Raciti, Caterina Cutrona e Sabrina Fodale; il gruppo di classe garanzia di coralità e autenticità costituito da Naomi Francesca Bellia, Pietro Branciamore, Carola Catalano, Giada D’Agata, Rebecca D’Antona, Benedetta Foti, Andrea Angelo Grasso, Elena Pennisi, Roberto Silvestro Polizzi, Eugenio Saita, Aurora Sanfilippo, Leon Santos Fernandes, Morena Maria Scimone, Danilo Tricomi e Giulia Vasta.