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Risate sotto l'Etna: il cabaret del Gatto Blu illumina la notte di Zafferana

La satira di costume di Gino Astorino, Luciano Messina, Ramona Polizzi e Nuccio Morabito sul palcoscenico del teatro Falcone e Borsellino

11 Agosto 2026, 10:54

Risate sotto l'Etna: il cabaret del Gatto Blu illumina la notte di Zafferana

«Anche quest’anno torniamo con gioia a Zafferana,con un’emozione in più, perché festeggiamo i 50 anni del Gatto blu, Cinquant’anni di storia, di palcoscenico, di teatro, talento e passione e di emozioni condivise: un traguardo straordinario che segna l’inizio di un nuovo capitolo, la prima di sette vite di un’avventura che continua a far sognare e divertire e che si rinnova tra risate, energia, entusiasmo e il calore del nostro pubblico. Il primo nostro spettacolo risale al 1976 e si chiamava “Ospedale cinico”, una satira sulle situazioni ospedaliere. Attuale pure oggi, tanto che potremo rifarlo lo stesso di allora, senza cambiare una virgola, perché è ironico e dissacrante così come deve essere il cabaret».

A parlare è il maestro, attore, comico e cabarettista Gino Astorino amatissimo dal pubblico, perché con la sua satira di costume porta sul palco consuetudini, vizi e virtù, eventi quotidiani, in cui tutti si riconoscono.

Il prossimo 11 agosto sarà a “Etna in scena” al teatro Falcone e Borsellino a partire dalle ore 21 assieme ai suoi del Gatto blu: Luciano Messina, Ramona Polizzi e Nuccio Morabito con l’imperdibile spettacolo “Basta che non sudi” per condividere col pubblico di Zafferana questo importante compleanno.

Con l’inconfondibile verve ironica, la comicità brillante, esuberante sempre pronta a colpire diventando satira di costume i nostri “mattatori” del Gatto blu divertiranno il pubblico con questa piece teatrale tratta dal l’omonimo libro di Gino Astorina. Una brillante successione di racconti, sketch, gag, fatti della vita di ogni giorno che diventano commedia e sono spinti fino all’esasperazione a beneficio di tante risate.

Qualche esempio?

«Non potevo non notare – spiega Astorina – come oggi tutto è virtuale: amicizie, tradimenti, sesso. Parliamo di selfie, tweet, hashtag sembriamo degli extraterrestri, dimentichiamo il nostro linguaggio. Come si può dimenticare la pregnanza di certi termini siciliani, ad esempio “arrizzettiti”?».

Tantissimi i momenti spassosi delle tante istantanee di spaccato catanese come quelli legati al barbiere, al salumiere e al meccanico dello stesso Astorina. «Gli unici a non essere informatizzati sono loro. Se chiedo al mio meccanico “Quantu ci voli di tempu e soprattutto di soddi p’aggiustari a machina”? Lui allarga le braccia e comincia un discorso senza fine… “Prima l’ haja rapiri.. si talìa.. viremu chi ci voli.. poi che ci posso dire approssimativamente possono essere cento, così come si può arrivare a mille euro.. E ancora: ”Lorenzo posso avere un etto e mezzo di mortadella?” “Signoggino è mezzo chilo, la lascio?”».