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Parco archeologico di Lilibeo

I tesori sotterranei di Marsala riemergono grazie a una campagna spagnola

Scavi internazionali indagano le trasformazioni urbane tra età bizantina, islamica e normanna e riportano alla luce la casa della Venatio

16 Maggio 2026, 11:07

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I tesori sotterranei di Marsala riemergono grazie a una campagna spagnola

La nuova stagione di ricerche al Parco archeologico di Lilibeo–Marsala, uno dei complessi più significativi della Sicilia occidentale, si apre sotto il segno di una presenza scientifica di altissimo profilo: la Escuela de Estudios Árabes – Consejo Superior de Investigaciones Científicas (Eea-Csic) di Granada, tra le istituzioni europee più prestigiose nello studio delle città mediterranee tra età bizantina, islamica e normanna.

L’avvio della prima campagna di scavi del Csic a Marsala rappresenta un passaggio di grande rilievo per la ricerca archeologica siciliana, capace di proiettare il sito in una ulteriore dimensione internazionale e di rafforzarne il ruolo di laboratorio avanzato per lo studio delle trasformazioni urbane del Mediterraneo. E non è poco per una grande struttura archeologica che riserva tante novità e in cui continuano ad emergere delle bellezze archeologiche rare. L’intervento rientra nel progetto “Da Lilibeo a Marsala: archeologia dei paesaggi urbani tra epoca bizantina, islamica e normanna”, sviluppato grazie a un accordo di collaborazione con il Parco.

Il team, diretto da Angelo Castrorao Barba con la collaborazione scientifica di Filippo Pisciotta e Roberto Miccichè, ha scelto di concentrare le indagini nell’area compresa tra la chiesa di San Giovanni e viale Isonzo, individuata come la più promettente dopo un’analisi approfondita dei materiali provenienti dagli scavi degli anni Sessanta e Settanta. Proprio qui, accanto alla casa della Venatio, era emersa una consistente fase bizantina (fine VII–inizi VIII secolo) e tracce databili tra la seconda metà del X e gli inizi dell’XI secolo, epoche cruciali per la trasformazione della città da Lilybaeum a Marsa Alì, la Marsala islamica.

Le ricerche puntano a illuminare questo momento storico ancora poco documentato, in cui distruzioni, riusi e cambi di destinazione d’uso ridisegnarono l’assetto urbano. L’area si trova inoltre in prossimità dell’ipotetico tracciato delle fortificazioni medievali, un ulteriore elemento che rende strategica la campagna di scavo e che potrebbe contribuire a chiarire l’evoluzione topografica della città tra tarda antichità e medioevo.

Parallelamente alla missione spagnola, il Parco ha avviato una seconda iniziativa: la riscoperta della casa tardo romana della Venatio, con la funzionaria archeologa Maria Grazia Griffo e la cooperativa ArcheOfficina impegnate a riportare alla luce i pavimenti musivi rinvenuti nel 1972 e poi obliterati. L’obiettivo è restituire leggibilità a un contesto che rappresenta un tassello fondamentale del mosaico urbano antico, rimasto per decenni in attesa di una valorizzazione adeguata. Tante iniziative, una dietro l’altra, per un parco che apre le porte al territorio e cerca di presentarsi alle nuove generazioni nel tentativo di far conoscere la storia attraverso gli scavi e le scoperte. E non è poco in un territorio che punta sul turismo. E la missione scavi è servita e il suolo riserva delle belle scoperte.