l'iniziativa
La legalità a portata di smartphone: a Ramacca nasce il museo virtuale
Basterà inquadrare un QR Code per ascoltare le storie delle vittime di mafia raccontate dalle voci dei bambini della quinta elementare. L'innovativa idea porta la firma della giovane laureanda Maria Chiara Motta
Una giovane laureanda ramacchese, Maria Chiara Motta, ha realizzato un progetto che riguarda uno degli spazi più importanti del centro ramacchese, ossia la Scalinata della legalità: laureanda in Scienze della formazione, Maria Chiara Motta ha deciso di costruire un museo virtuale con la collaborazione e il supporto dell’associazione Pro Loco e di una classe di quinta elementare dell’Istituto Comprensivo “De Cruyllas”.
Scannerizzando il QR code, lasciato in mostra accanto alla scalinata, sarà possibile entrare in un percorso virtuale e visitare la scalinata (che contiene i nomi di vittime delle mafia e di persone ancora viventi che spendono la loro vita contrastandola), approfondirne la storia, ascoltare altre microstorie registrate con la voce dagli alunni della 5E, presenti all’incontro, e compiere così un viaggio interamente a base di legalità e identità culturale.

All’inaugurazione erano presenti l’amministrazione comunale e il sindaco Rosario Gravina; il cittadino Leonardo Gravina, che nel 2017 fu promotore della realizzazione della scala con l’ente Project Form (di cui è presidente) e La casa di Chiara e Francesco; e i rappresentanti del Presidio scordiense “Carmelo Agnone” dell’associazione antimafia Libera (fondata dal sacerdote Luigi Ciotti), i quali sono intervenuti parlando di memoria, beni confiscati e forza giovanile. Anche a Ramacca infatti si trova attualmente un bene confiscato alla magia, in contrada Santa Maria, e dato anni fa in gestione al Gruppo Scout Ramacca 1.
«Ringrazio tutti voi e la mia famiglia, senza la quale non sarei riuscita a realizzare questo progetto - ha detto la giovane Maria Chiara - Il mio ringraziamento poi va alla Pro Loco e ai rappresentanti di Libera, per la loro presenza».
Un momento all’insegna anche del ricordo, visto che ieri a ricorrere è stato l’anniversario di Peppino Impastato e quello di Aldo Moro, morti entrambi lo stesso giorno dello stesso anno, il 9 maggio del 1978, rispettivamente per mano della mafia e delle Brigate rosse.
Il museo virtuale rimarrà adesso a disposizione dei ramacchesi e di chiunque visiti il territorio e voglia scoprire e approfondire una storia che appartiene a tutti e di cui tutti dovrebbero sentirsi parte.
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