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Quando la creatività diventa cura: abitare il Mito a Palazzo Vigo a Riposto

Dal 15 al 17 maggio, il piccolo borgo in provincia di Catania ospita un ricco programma di biblioterapia e laboratori per placare le inquietudini e rintracciare le risposte più sfuggenti dell'esistenza

08 Maggio 2026, 21:50

Quando la creatività diventa cura: abitare il Mito a Palazzo Vigo a Riposto

Si intitola “abitare il Mito, abitare la Fiaba” la IV edizione del Festival dell’autobiografia, “tra esplorazione del sé e visioni archetipiche”, ideato e diretto da Lucia Caruso, con il patrocinio del Comune di Riposto (Ct) e aderente al Maggio dei Libri.

Per tre giornate il piccolo borgo di Torre Archirafi diventerà teatro di attività culturali gratuite aperte a grandi e piccoli (15-16-17 maggio, Palazzo Vigo, Torre Archirafi – Riposto).

La rassegna intende promuovere sia le scritture autobiografiche sia la fiabaterapia, come stimolo alla rilettura di sé e come strumento per rintracciare risposte altrimenti sfuggenti, attraverso pratiche laboratoriali a cui parteciperanno anche alcune classi dell’IC “G. Verga” di Riposto.

Innovativo sarà inoltre l’impiego dei libri come mezzo d’introspezione grazie alla biblioterapia umanistica e allo shared reading. Denso il programma curato dai professionisti dell’Albero Filosofico (per alcune attività è richiesta la prenotazione).

Venerdì 15 maggio, dalle 9 alle 18.30, è in calendario il Laboratorio Filosofico di Fiabaterapia: “La fiaba come dispositivo narrativo e simbolico capace di generare domandeIl brutto anatroccolo’ – identità – esclusione – riconoscimento”; seguirà una rappresentazione interattiva di una fiaba per adulti e bambini con Sasy Events e, in chiusura, la presentazione de “Le mirabolanti avventure dell’ispettore Tiprendosai” con Francesco Farinella.

Sabato 16 maggio, dalle 9.30 alle 19, spazio a “Fiabaterapia a scuola” e al Laboratorio di scrittura “La fiaba siamo noi”, percorso formativo rivolto a docenti, educatori, assistenti sociali, bibliotecari e genitori, condotto da Francesco Farinella e Lucia Caruso.

Domenica 17 maggio, dalle 9.30 alle 12.30, appuntamento con Biblioterapia Umanistica e Shared Reading, “Leggere per leggersi dentro”: i libri come strumento d’introspezione per promuovere benessere e consapevolezza di sé.

In programma “Un viaggio chiamato vita” di Banana Yoshimoto con gli studenti degli istituti superiori, a cura di Gianluca Bellia, e “La scatola delle lacrime” di Han Kang con Lucia Caruso.

Le fiabe sono l’espressione più pura e semplice dei processi psichici dell’inconscio collettivo e rappresentano gli archetipi nella forma più semplice, esercitando una risonanza emotiva molto forte. Come diceva Calvino, ‘le fiabe sono vere’, poiché ricalcano i passaggi fondamentali dell’esistenza, addestrano alla vita, parlano di noi. La fiaba spiana dunque percorsi di autonomia, indica la strada per affrontare in modo più creativo le sfide della vita. La creatività diventa in tal modo cura e le narrazioni passano dall’inconscio individuale a quello collettivo, esorcizzando incubi inconsci, placando inquietudini. Alla stregua del mito e della leggenda, la fiaba è caratterizzata dal contenuto simbolico: ed è proprio questa sua peculiarità intrinseca a renderla una modalità di elezione soprattutto con i bambini, nel cui universo psichico proprio il ricorso al simbolo garantisce un accesso privilegiato. Dagli archetipi fiabeschi prende anche le mosse una psicologia contemporanea del femminile, capace di dare risposte autentiche a molti interrogativi della nostra epoca”, dichiara Lucia Caruso.