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dopo il verdetto

Catania Capitale della cultura mancata, tra delusione e voglia di rilanciare. Trantino: «Realizzeremo i progetti»

«Le associazioni hanno proposto più di 40 iniziative». Schifani: «Sostegno dalla Regione». Critico il consigliere Pd Maurizio Caserta. Domani l'incontro a Palazzo della cultura

19 Marzo 2026, 11:26

11:30

Catania Capitale della cultura mancata, tra delusione e voglia di rilanciare. Trantino: «Realizzeremo i progetti»

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Catania continua a crederci. Continua a voler progettare il futuro, a non disperdere quel patrimonio di progetti, di idee, di entusiasmo nato intorno alla candidatura per “Capitale della cultura 2028”. La città è arrivata tra le dieci finaliste, già un traguardo, ma a vincere è stata Ancona. Battaglia perduta per la città di giganti di letteratura e musica, un tempo vivacissima Seattle d’Italia. E forse, nella scelta, ha anche pesato la débâcle di Agrigento. Ma “Catania continua” ugualmente, come si intitola il dossier presentato al ministero, tra delusione e voglia di rilanciare.

Come commenta a caldo il sindaco Enrico Trantino, che dopo aver rivolto «i migliori auguri alla città di Ancona», affermatasi tra le dieci finaliste «di cui Catania è stata orgogliosamente parte attiva», sottolinea che il dossier “Catania Continua” «va rispettato, onorato e perseguiti gli obiettivi, per gli autentici valori di partecipazione con cui è stato ideato e realizzato nell'ottica di una metropoli in divenire, giovane e con oltre un milione di abitanti. Il percorso intrapreso non si ferma: la candidatura non era un punto di arrivo ma un metodo, una visione strategica per la città che intendiamo portare avanti con determinazione anche lavorando al Piano partecipato della Cultura 2038 e ad altri obiettivi a medio e lungo termine».


Per questo il primo cittadino ha convocato i rappresentanti degli oltre 100 enti, comitati, associazioni che hanno contribuito al progetto di candidatura, nell’incontro con stampa e operatori culturali, che si terrà domani, venerdì 20, alle 10 al Palazzo della cultura. «Quel che alcuni considerano una sconfitta, deve diventare la nostra forza - scrive Trantino sui social - Noi abbiamo un dovere nei confronti delle tante associazioni che si sono spese e ci hanno creduto, proponendo più di quaranta progetti che abbiamo presentato nella nostra proposta. E ci sforzeremo di attuarla», prosegue, confermando l’impegno dell'Amministrazione.

Il sindaco ringrazia Parmitano e Fiorello «per essersi spesi a nostro supporto». E ribadisce: «Catania Continua, non è solo un titolo. E' un modo di segnare un nuovo corso, smettendola di piangerci addosso e imparando a reagire». All’incontro di domani saranno presenti anche i rappresentanti di Pts e Melting Pro, le società che hanno affiancato il Comune nella candidatura. Occasione per spiegare quali proposte si intende portare avanti, in che tempi e con quali risorse.


«Ripartiamo dal percorso partecipativo, dal discutere insieme - commenta al telefono da Roma Paolo Di Caro, direttore della Cultura del Comune - il metodo con cui ci siamo mossi è, credo, il punto di forza del dossier. Non scelte dall’alto ma condivisione con il territorio». «Come si dice nel rugby: “O vinci o impari” - commenta il prof Paolo Dalla Sega, lunga esperienza in progettazione culturale, senior advisor di Pts, team di progetto della candidatura - Dalla candidatura Catania ha imparato a progettare la cultura insieme e a progettare la città attraverso la cultura. Un patrimonio meraviglioso. Abbiamo appena iniziato. Come dice il nostro titolo "Catania continua", continuiamo per rilanciare i progetti del dossier».

Sostegno arriva dal presidente della Regione Renato Schifani: «Auspichiamo che la città siciliana saprà e potrà riproporre la propria candidatura per ottenere il riconoscimento che merita. Ci impegniamo fin da ora a garantire il sostegno della Regione Siciliana». Mentre la coordinatrice Mpa, Pina Alberghina si augura che «il lavoro fatto sin qui non sia disperso, è importante un impegno condiviso di tutti per dare continuità a questo percorso».


Critico il commento di Maurizio Caserta, consigliere comunale del Pd: «La mancata designazione di Catania come capitale della cultura 2028 è una sconfitta per tutta la città. Molte realtà culturali di qualità, sia private sia pubbliche, avevano contributo a costruire il progetto. Purtroppo i deficit strutturali della città e le numerose inefficienze dell’amministrazione hanno impedito di dare a quel progetto la solidità e l’affidabilità necessaria. Dobbiamo anche registrare la marginalità politica del sindaco Trantino: nell’Italia della Meloni non riesce a trovare sponsor per l’unica grande città a governo FdI. Auspichiamo che si possa ripartire su una base più condivisa e trasversale».