LO SPETTACOLO
“Pietra Canta”: quando il barocco diventa racconto di luce. A Catania il videomapping che dà voce al Liotru e alla leggenda di Eliodoro
Una facciata appena restaurata si accende, un’elefantina di pietra “respira” e una leggenda antica riprende fiato in Piazza Duomo: Catania trasforma il suo Municipio in un teatro di visioni per quattro sere di dicembre
È una scena che capovolge le abitudini: davanti al Municipio, invece della solita facciata immobile, sfilano immagini in corsa, archi che si piegano, cornici che si animano, fregi che si scompongono e si ricompongono come tasselli di un racconto. La città guarda il proprio simbolo—l’elefantino di pietra lavica, il Liotru - prendere corpo sul prospetto di Palazzo degli Elefanti. E lo fa con uno spettacolo che ha un titolo programmatico, “Pietra Canta, la leggenda di Eliodoro e il liotru”, e un calendario preciso: proiezioni quotidiane nelle sere del 25, 26, 27 e 28 dicembre 2025, ogni trenta minuti dalle 17:30 fino a mezzanotte.
Il debutto è stato questo pomeriggio nel giorno di Natale, affidato alla voce narrante del presentatore catanese Ruggero Sardo, che ha introdotto il progetto prima della prima proiezione delle 17:30. È il barocco catanese che si fa cinema all’aperto e memoria condivisa, unendo tecnologia e tradizione sotto lo sguardo vigile dell’Etna.
Un palcoscenico d’eccezione: il Palazzo “nuovo” che rinasce dal restauro
Il videomapping non arriva a caso: si posa su una facciata che la città ha appena “riscoperto”. Il prospetto centrale di Palazzo degli Elefanti è stato infatti oggetto di un restauro che ha restituito l’equilibrio cromatico settecentesco—la dialettica tra giallo sabbia degli intonaci e candore della pietra—rafforzato da interventi strutturali e di consolidamento sismico. Un lavoro avviato nel 2024 e presentato pubblicamente a dicembre 2025, con il sindaco a sottolineare il carattere filologico dell’operazione, condotta in coerenza con le indicazioni della Soprintendenza. È su questa “pelle” ritrovata che scorre la narrazione luminosa: non semplice ornamento, ma valorizzazione puntuale di forme e proporzioni.
Che cos’è “Pietra Canta” e perché riguarda tutti
“Pietra Canta” è un videomapping site-specific: una “scrittura di luce” pensata per aderire alla geometria del Palazzo e trasformarla in racconto. Il soggetto è la leggenda di Eliodoro—il mago che secondo la tradizione popolare avrebbe scolpito e “animato” l’elefantino di pietra—e il legame identitario tra il Liotru e Catania. Non si tratta solo di effetti speciali: l’operazione mette in scena la memoria urbana e il suo simbolo più riconoscibile, offrendo al pubblico una esperienza immersiva in cui architettura, musica e voce narrante si intrecciano. L’evento è promosso dal Comune di Catania e realizzato dall’agenzia creativa Sullaluna in collaborazione con il partner tecnico One Step (talvolta indicata nei comunicati come “Onestep” o “One Stepping”), ed è finanziato attraverso l’Imposta di soggiorno del Comune.
Le quattro serate: orari, cadenza delle proiezioni e momento inaugurale
- Date: 25, 26, 27, 28 dicembre 2025.
- Orari: 17:30–00:00 con proiezioni ogni 30 minuti.
- Inaugurazione: il 25 dicembre, prima della prima proiezione delle 17:30, intervento della voce narrante Ruggero Sardo per introdurre il progetto al pubblico.
- Dove: Piazza Duomo, prospetto restaurato di Palazzo degli Elefanti.
Nei giorni che precedono lo spettacolo, dal 22 al 24 dicembre, la facciata è stata “accesa” da scenografie virtuali d’anteprima: piccoli frammenti visivi a scandire l’attesa, un teaser urbano che ha trasformato la piazza in una camera d’eco della tradizione.
La leggenda che torna contemporanea: Eliodoro, il mago e il suo elefante
Perché proprio il Liotru? Perché l’elefante di pietra lavica è il cuore araldico della città, e la sua storia—o le sue storie—tengono insieme erudizione, mito, religione popolare.
Secondo la tradizione più diffusa, il mago Eliodoro avrebbe scolpito l’elefante nella lava e, grazie a riti magici, gli avrebbe dato vita per cavalcarlo tra Catania e Costantinopoli. Dopo i suoi “dispetti” alla cittadinanza, Eliodoro sarebbe stato condannato al rogo—si tramanda nel 778—per sentenza del vescovo Leone II detto il Taumaturgo. Il Liotru, invece, rimase nella memoria collettiva fino a diventare simbolo civico.
Altri filoni interpretativi (tra erudizione e folklore) parlano dell’elefante come talismano in età bizantina, un protettore posto a guardia della città contro eruzioni e pericoli; oppure di un’antichissima presenza di elefanti nani in Sicilia, che avrebbe alimentato il mito di un animale benevolo capace di scacciare le belve. Sono suggestioni che il videomapping rielabora in chiave poetica, senza pretendere di sciogliere il nodo tra storia e narrazione.
La forma attuale del complesso monumentale—la Fontana dell’Elefante—nasce nel 1735–1737 con l’architetto Giovan Battista Vaccarini, durante la ricostruzione post-sisma del 1693: l’elefante di basalto (statua più antica, riassemblata) sostiene un obelisco granitico, tra simboli cristiani e rimandi egittizzanti.
“Pietra Canta” si inserisce dunque in una tradizione iconografica stratificata, scegliendo la lingua della luce per restituire alla città la sua mitologia civile.
La tecnologia dietro l’incanto
Il videomapping è una tecnica che “mappa” digitalmente un edificio e ne sfrutta le geometrie reali per proiettarvi contenuti creati su misura. La facciata diventa uno schermo non piano, dove finestre, colonne e timpani sono presi come punti di riferimento per “spostare” i piani, simulare fratture, costruire e decostruire volumi. Nel caso di Palazzo degli Elefanti, la morfologia barocca - con i suoi pieni e vuoti - offre un terreno ideale per giochi di prospettiva e profondità. La cura dell’allestimento tecnico è affidata a partner specializzati: la creatività visuale a Sullaluna (agenzia catanese con una lunga esperienza nei progetti di videoproiezione e festival dedicati, come “Illuminafest”), l’infrastruttura di service, luci e proiezione a One Step. Insieme modulano luce, colori e sincronizzazione audio per consegnare uno spettacolo fruibile da tutto il parterre di Piazza Duomo.
Un calendario “diffuso”
Il videomapping è anche un volano per un cartellone più ampio: nel periodo 25–29 dicembre la città propone concerti, performance e visite che disegnano un percorso tra arte, musica e tradizione. Alcuni appuntamenti, come i Christmas Concerts by Candlelight o il “Christmas Jazz Light” alla Badia di Sant’Agata, punteggiano le sere di fine anno; il quartiere Antico Corso diventa palcoscenico di narrazioni urbane; e diverse chiese ospitano rassegne “musica e monumento”. Chi si muove in centro può costruire un itinerario che abbia in Piazza Duomo il suo centro magnetico.