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Tagli e incertezza al Policlinico di Catania: la Prefettura media per salvare 475 lavoratori dei servizi ausiliari
Dopo il presidio organizzato dalla Uiltucs, la Prefettura promuove un tavolo tecnico con la direzione aziendale e l'Assessorato regionale della Salute per scongiurare 50 esuberi e la riduzione delle ore di lavoro
Tensione e mobilitazione questa mattina davanti alla Prefettura di Catania, dove le lavoratrici e i lavoratori dell’appalto per il supporto assistenziale e l’ausiliariato del Policlinico “G. Rodolico – San Marco” si sono riuniti in presidio su iniziativa della Uiltucs Sicilia.
Al centro, la vertenza che coinvolge 475 addetti dell’azienda ospedaliera etnea. La crisi scaturisce dalla recente riorganizzazione interna del Policlinico, che ha previsto l’assunzione diretta di 45 operatori socio-sanitari (OSS). Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di determinare la perdita di circa 50 posti attualmente coperti con contratti a termine, oltre a una riduzione del monte ore per tutto il restante personale impiegato nella commessa, con inevitabili ripercussioni sulle condizioni economiche e familiari dei dipendenti.
Durante la protesta, una delegazione sindacale è stata ricevuta dai funzionari prefettizi Antonio Calì e Simone Tomaselli. Su impulso della dottoressa Pergolizzi, la Prefettura si è impegnata ad avviare un confronto con i vertici del Policlinico e a coinvolgere l’Assessorato regionale della Salute per l’apertura di un tavolo tecnico, con l’obiettivo di affrontare le criticità segnalate e individuare soluzioni a tutela dell’occupazione.
Al termine dell’incontro, la segretaria generale della Uiltucs Sicilia, Ida Saja, ha accolto con favore l’apertura istituzionale, chiedendo però garanzie immediate. “Apprezziamo l’attenzione riservata dalla Prefettura alla vertenza e l’impegno assunto per favorire un confronto con il Policlinico e l’assessorato regionale della Salute”, ha dichiarato, precisando tuttavia che “è un primo passo importante, ma la vertenza non può considerarsi risolta”.
Il sindacato sollecita il passaggio rapido dalle interlocuzioni agli impegni concreti per non lasciare nel limbo 475 famiglie e ribadisce la propria linea: nessun licenziamento, nessun taglio di orario e nessun arretramento salariale, nella convinzione che la difesa della sanità pubblica passi anche dalla salvaguardia di chi ne assicura ogni giorno il funzionamento.