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Vertenza Pfizer a Catania, fronte sindacale compatto per salvare 330 posti: sciopero per l'arrivo di Urso e appello a Meloni

I sindacati Uilm e Fialc Cisal parlano della protesta del 23 ottobre e della solidarietà dei direttivi di fabbrica di altre realtà. I rappresentanti dei lavoratori chiedono che il ministro ascolti i dipendenti prima dell'azienda e preparano la protesta a Palazzo Chigi se mancheranno le garanzie

12 Ottobre 2026, 10:07

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Vertenza Pfizer a Catania, fronte sindacale compatto per salvare 330 posti: sciopero per l'arrivo di Urso e appello a Meloni

Il fronte a difesa dello stabilimento Pfizer di Catania si compatta contro lo spettro dei licenziamenti che minaccia 330 lavoratori e le loro famiglie. A sostegno della mobilitazione, portata avanti dai lavoratori e dalle sigle del comparto chimico, la Uilm etnea, affiancata dai direttivi di fabbrica delle principali realtà metalmeccaniche del territorio, tra cui Stm e Acciaierie di Sicilia. L'organizzazione ha ribadito con forza che i dipendenti non sono semplici esuberi da cancellare su un foglio di calcolo, ma professionalità fondamentali per un settore strategico come quello farmaceutico. Chiedendo il ritiro immediato dei licenziamenti e un piano industriale credibile per garantire la continuità produttiva, la Uilm ha sollecitato Stato, Regione e Comune a non limitarsi a promesse generiche, assicurando che i lavoratori non verranno abbandonati al loro destino.

La vertenza sta infatti attraversando una fase decisiva, scandita da un fitto programma di iniziative approvato unitariamente dalle cinque federazioni sindacali di categoria: Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Fialc Cisal. Già nel corso della prossima settimana la mobilitazione si sposterà presso la sede di Confindustria Catania, dove sono previsti due incontri, accompagnati da un sit-in, per dare avvio all'esame congiunto sulla gestione degli esuberi. Si tratta di un passaggio normativo cruciale che accresce le angosce per il futuro occupazionale e sociale dell'intero territorio.

Il culmine della protesta è però fissato per il prossimo 23 ottobre, in concomitanza con la visita nello stabilimento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, atteso per un vertice con i dirigenti internazionali della multinazionale. Per quella giornata i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale, con i lavoratori pronti a presidiare i cancelli della fabbrica. La richiesta indirizzata al governo è categorica: prima di sedersi al tavolo con i vertici aziendali, il ministro Urso dovrà incontrare i dipendenti, ascoltare le loro paure e farsi concretamente portavoce delle loro istanze per difendere l'occupazione.

Di fronte a un colosso farmaceutico globale, i rappresentanti sindacali ritengono però necessaria un'azione ancora più incisiva. Giuseppe La Mendola, responsabile del comparto chimico-farmaceutico della segreteria nazionale Fialc Cisal, ha lanciato un appello diretto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ritenuta l'unica figura istituzionale in grado di interloquire con la forza necessaria con i vertici mondiali del gruppo. Se la delicata missione catanese del ministro Urso non dovesse produrre le garanzie sperate, i sindacati sono già pronti ad alzare il livello dello scontro, trasferendo la mobilitazione direttamente a Roma con uno sciopero unitario sotto Palazzo Chigi per difendere il futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie.