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IL CASO

Inseguimento nella notte a Catania, uomo muore dopo il fermo: si indaga sulle cause

L’alt ignorato, lo schianto del ciclomotore e il malore dopo il trasferimento: la ricostruzione della notte e i punti ancora da chiarire

04 Ottobre 2026, 18:43

18:50

Catania, muore negli uffici della polizia dopo la fuga in scooter: disposta l’autopsia

arresto

La fuga si è conclusa in via Mascagni, ma la morte è arrivata dopo, negli uffici della polizia. A Catania un uomo nato nel 1985, indicato con le iniziali M.R., è deceduto dopo un inseguimento notturno. Per chiarire le cause è stata disposta l’autopsia.

Dall’alt ignorato alla fuga a piedi

Secondo la ricostruzione pubblicata da MeridioNews, l’episodio risale alle 4.30 della notte scorsa. Una pattuglia delle Volanti, richiamata dal suono di un allarme, ha notato due uomini che viaggiavano velocemente su due scooter distinti. Entrambi avrebbero ignorato l’intimazione a fermarsi.

M.R. avrebbe attraversato contromano via D’Amico, via Archimede, via Crispi e via Mascagni su un Piaggio. In quest’ultima strada avrebbe perso il controllo del mezzo, urtando un marciapiede. Dopo avere abbandonato lo scooter, avrebbe proseguito la fuga a piedi, prima di essere bloccato e identificato.

Il trasferimento e i soccorsi

Condotto negli uffici di via San Giuseppe La Rena, l’uomo avrebbe accusato un malore. Gli agenti sarebbero intervenuti per primi, seguiti dal personale del 118, ma i soccorsi non hanno evitato il decesso. Il magistrato di turno, informato dell’accaduto, ha disposto l’autopsia. In via Mascagni sono intervenute la Scientifica e la polizia locale per i rilievi.

La ricostruzione disponibile lascia aperti alcuni passaggi importanti. Non specifica quanto tempo sia trascorso tra l’incidente, il trasferimento e il malore, né descrive le condizioni dell’uomo quando è stato fermato. Non chiarisce inoltre che cosa sia accaduto alla seconda persona in scooter. 

Il contesto del primo soccorso delle Volanti

Sul versante dell’emergenza sanitaria, un’informazione istituzionale aiuta a comprendere l’organizzazione dei soccorsi della polizia catanese, senza però documentare quali strumenti siano stati utilizzati in questo caso. La questura di Catania ha comunicato che, da marzo 2025, tutte le Volanti sono dotate di defibrillatore, nell’ambito di un progetto che comprende la formazione degli operatori dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico.

Il dato compare in una nota del 20 agosto scorso relativa a un intervento distinto: il soccorso a un uomo di 55 anni colto da malore nel centro storico. In quella circostanza, la Questura riferì che gli agenti avevano eseguito il massaggio cardiaco e impiegato il defibrillatore in attesa del trasferimento in ambulanza. Quel precedente descrive una dotazione e una capacità operativa; non permette di affermare che le stesse manovre siano state effettuate su M.R.

Le cause della morte restano da accertare

Il punto centrale è distinguere la successione degli eventi dalla loro eventuale relazione causale. L’inseguimento, l’urto e il successivo malore appartengono alla cronologia riportata, ma questa sequenza non basta, da sola, a spiegare il decesso. La notizia dell’autopsia indica che la causa della morte deve ancora essere chiarita.

Per raccontare questa morte con precisione occorre dunque tenere separati ciò che è stato riferito e ciò che rimane senza risposta. Attribuire già adesso il decesso all’incidente, a una specifica condizione fisica o ad altre circostanze significherebbe anticipare conclusioni che le informazioni disponibili non consentono.