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Università di Catania, tasse al 50% per mamme e papà studenti: approvato il contributo alla genitorialità

Il CdA ha approvato la proposta dei rappresentanti - Francesco Pezzillo, Valerio Fragapane e Salvatore Bonaccorso - elaborata per garantire il diritto allo studio

01 Ottobre 2026, 06:00

Università di Catania, tasse dimezzate per mamme e papà studenti: approvato il contributo alla genitorialità

Studiare, sostenere esami e allo stesso tempo crescere un figlio: una sfida di equilibrio quotidiano che adesso, all’Università, trova un sostegno concreto. Il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo ha, infatti, approvato l’introduzione del contributo di sostegno alla genitorialità studentesca, misura innovativa che prevede il rimborso del 50% delle tasse versate da studentesse madri e studenti padri regolarmente iscritti.

L’iniziativa - nata su impulso dei rappresentanti degli studenti Francesco Pezzillo (CdA), Valerio Fragapane e Salvatore Bonaccorso (Senato Accademico) - si rivolge a chi ha figli minorenni o fiscalmente a carico. Per accedere al beneficio saranno richiesti almeno 12 Cfu maturati, requisito pensato per premiare la prosecuzione della carriera accademica.
Un segnale chiaro contro la dispersione universitaria e il calo demografico, come sottolinea il rettore, Enrico Foti: «L’Università è una comunità che deve saper accompagnare i propri studenti anche quando il percorso accademico si intreccia con responsabilità personali e familiari importanti. Con questa misura si rafforza un modello di università attenta, inclusiva e capace di promuovere la continuità dei percorsi formativi».

Per Giuseppe Caruso, direttore dell’area Didattica: «È un’ulteriore dimostrazione di una sinergia positiva tra studenti e Amministrazione». «L’Italia è un paese vecchio - dice Pezzillo - è una frase che sentiamo ripetere spesso, ma che troppo raramente viene collegata alla vita dei giovani. Naturalmente l’Università non può, da sola, risolvere il problema demografico, ma ha il compito di garantire il diritto allo studio e di rimuovere, per quanto possibile, gli ostacoli che possono compromettere il percorso universitario. Quando uno studente diventa genitore, il rischio di rallentare o interrompere gli studi diventa più concreto ed è qui che diventa nostro dovere prendere azione».

Pezzillo sottolinea, inoltre, il valore della corresponsabilità genitoriale: «Questa misura riguarda certamente le studentesse madri, ma coinvolge anche gli studenti padri. È un passaggio importante: la genitorialità non può essere considerata una responsabilità di una sola parte. Riconoscere anche il ruolo degli studenti padri significa affermare una visione più moderna ed equilibrata del diritto allo studio e della vita universitaria». Per Fragapane: «Questa misura riconosce essere genitori universitari non è una condizione marginale. Esistono studentesse e studenti che portano avanti il proprio percorso universitario mentre affrontano responsabilità familiari quotidiane. Il requisito dei 12 Cfu consente di collegare il beneficio alla prosecuzione attiva della carriera accademica, sostenendo chi, pur affrontando carichi familiari, continua a studiare, sostenere esami e investire sul proprio futuro».

«Questa iniziativa - conclude Bonaccorso - rafforza il profilo di UniCt come Ateneo attento alle condizioni reali dei propri studenti. Il diritto allo studio non è fatto solo di lezioni, esami e servizi amministrativi, ma anche della capacità di accompagnare le persone nei momenti in cui il percorso universitario incontra responsabilità personali e familiari complesse».