Fontanarossa
Aeroporti di Catania e Comiso: presentato esposto contro la privatizzazione di Sac
Vari i punti sollevati all'attenzione della Procura etnea. Tra i firmatari Cisal, Patto per la Sicilia orientale, Comitato aeroporto Iblei e anche il sindaco di Carlentini
Depositato alla Procura della Repubblica di Catania un esposto sulla procedura di privatizzazione della Sac Spa, la società a capitale interamente pubblico che gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso. L'esposto è firmato da Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale Cisal Catania; Franz Cannizzo, promotore del Patto per la Sicilia orientale; Giuseppe Stefio, sindaco di Carlentini e consigliere del Libero consorzio comunale di Siracusa; Antonio Prelati e Paolo Crocifisso del Comitato per la Tutela e lo Sviluppo dell'Aeroporto degli Iblei e Claudio Melchiorre, in rappresentanza dei Comitati Vussia e Cassutta.
In una nota, così i firmatari ne sintetizzano i contenuti, che sono principalmente tre. Il primo «riguarda i poteri del commissario straordinario Belcuore, nominato nel gennaio 2023 per novanta giorni con mandato di continuità gestionale,che ha portato avanti la più grande operazione di M&A aeroportuale del Sud Italia senza mandato democratico e in assenza di una motivazione tecnica ed economica aggiornata al 2026, come richiede il D.Lgs. 175/2016».
Il secondo «riguarda la contraddizione documentata tra le dichiarazioni della presidente Sac Quattrone davanti alla Commissione parlamentare del 17 giugno 2026, "visione assolutamente completa fornita a tutti i consiglieri" e quelle della consigliera Garigliano davanti alla IV Commissione Ars del 27 luglio 2026, Pec rifiutate, documenti negati. I verbali ufficiali di entrambe le audizioni sono allegati all'esposto».
Il terzo è per «gli adempimenti obbligatori del D.Lgs. 175/2016 non attestati pubblicamente, piano di razionalizzazione aggiornato, motivazione analitica della convenienza della cessione, trasmissione alla Corte dei Conti e al Mef. La qualificazione giuridica dei fatti – proseguono - è rimessa integralmente alla Procura. I firmatari chiedono alla magistratura di valutare la regolarità dell'iter e dei comportamenti adottati dagli organi coinvolti».
«Abbiamo aspettato tre mesi», dichiara Franz Cannizzo. «Abbiamo trasmesso le istanze del Patto per la Sicilia orientale a quindici destinatari istituzionali. Senza risposte. Abbiamo depositato istanze di accesso agli atti. Abbiamo aspettato risposte che non sono arrivate nei termini di legge. Abbiamo segnalato Anac e Corte dei Conti. Oggi depositiamo l'esposto in Procura,non perché vogliamo fermare la privatizzazione, ma perché una procedura che rispetti le regole è nell'interesse di tutti: del territorio, degli offerenti e della stessa Sac».
«Cisal Catania - dichiara il segretario Giovanni Lo Schiavo - ha depositato le istanze di accesso agli atti il 29 luglio. La terza richiesta, delibera commissariale con trasmissione alla Corte dei Conti e al Mef, è rimasta completamente inevasa. I lavoratori di Sac e Sac Service hanno il diritto di sapere che la procedura che determinerà il loro futuro fino al 2049 è stata avviata nel rispetto della legge».
Il Patto per la Sicilia orientale comunica che nelle prossime ore trasmetterà copia dell'esposto all'Anac, alla Dg Comp (competition policy) della Commissione europea e alla Commissione Peti (petizioni) del Parlamento europeo come documentazione aggiuntiva dei profili già segnalati. «Il contratto di privatizzazione Sac si firma tra quarantaquattro giorni. Il lavoro del Patto per la Sicilia irientale continua», concludono i promotori dell'esposto.