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L'ordinanza

Clan Nardo, nell’inchiesta anche la denuncia di Mammana: «Il lavoro è del paesano»

Inchiesta della Dda di Catania: 25 misure cautelari e sequestri per oltre 5 milioni, presunte estorsioni del clan Nardo nei cantieri, la denuncia di Antonio Mammana e il gip che ritiene l'episodio isolato.

29 Settembre 2026, 10:51

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Clan Nardo, nell’inchiesta anche la denuncia di Mammana: «Il lavoro è del paesano»

Venticinque misure cautelari e beni sequestrati per oltre cinque milioni di euro: è il bilancio dell’operazione della Dda di Catania nell’inchiesta sul clan Nardo, attivo tra Lentini e il Siracusano e storicamente legato alla famiglia Santapaola-Ercolano. L’indagine ricostruisce presunte estorsioni e pressioni sulle imprese impegnate nei cantieri. Nell’ordinanza compare anche la denuncia di Antonio Mammana, ma il relativo episodio è distinto: la gip ha escluso legami di Gaetano Calcò con il clan e l’aggravante mafiosa, senza applicare misure a suo carico.

Nel 2024 Mammana era vicepresidente della Mammana Michelangelo srl, incaricata da Cantieri Italiani dei lavori per gli impianti Blusolar tra Augusta e Melilli. Il 7 marzo, in contrada Ogliastro, Calcò gli avrebbe intimato di lasciare spazio alle ditte locali: «Il lavoro è del paesano». Mammana replicò che la commessa gli era stata affidata e il 10 marzo denunciò.

La sua scelta conta per la concretezza: non accettò che qualcuno decidesse chi potesse lavorare in nome del territorio e si rivolse alle istituzioni. Tecnici e collaboratori confermarono il confronto e le pressioni per favorire imprese locali.

Il direttore dei lavori riferì che, inizialmente, la pulizia dell’area sarebbe stata prospettata alla Iblea Scavi. Un collaboratore presente attribuì a Calcò anche l’avvertimento: «Se non ti porti i mezzi, domani puoi andare dai carabinieri». Per la gip, la pressione mirava a ottenere un subappalto e spingere Mammana a ritirarsi.

La gip ha ravvisato gravi indizi per l’ipotesi di tentata estorsione, ritenendo però l’episodio isolato e assenti le esigenze cautelari. Non è un’assoluzione, ma una valutazione sulle misure. In una vicenda ancora da definire, la denuncia di Mammana resta un atto di responsabilità: sottrae la pretesa al silenzio e affida l’accertamento alla legge.