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L'indagine

È finita a Catania la "caccia" alla 47enne che ha gettato l'acido sull'avvocato Broccio di Messina

I carabinieri delle città etnea e dello Stretto l'hanno fermata e trasferita in carcere

28 Settembre 2026, 10:50

13:25

Avvocato sfregiato con l'acido da una cliente: è caccia alla donna nel Messinese (che è ancora in fuga)

Rintracciata a Catania la donna che ha gettato l’acido all’avvocato Pierfrancesco Broccio a Messina. I carabinieri del comando provinciale di Catania assieme ai colleghi di Messina hanno fermato la 47enne Maria Grazia Messina, nella notte, in via Francesco Crispi e l’hanno condotta in caserma e poi in carcere.

L’udienza di convalida del fermo della donna si terrà davanti al Gip di Catania, che è competente in quando l’indagata è stata rintracciata nel capoluogo etneo. Una volta emessa l’ordinanza di convalida il giudice invierà gli atti all’autorità giudiziaria di Messina poiché i reati contestati alla 47enne sono stati commessi nella città dello Stretto.

Secondo quanto riferito dalla vittima, la 47enne era stata prelevata alla stazione con l’intenzione di raggiungere lo studio dell’avvocato per esaminare alcuni documenti. Durante il tragitto avrebbe estratto dalla borsa una bottiglia, apparentemente contenente acqua, e avrebbe invece lanciato contro il professionista una sostanza corrosiva, per poi fuggire. Broccio, nonostante le ustioni riportate, è riuscito a raggiungere il proprio studio e a chiedere l’intervento del 118. Trasportato al Policlinico di Messina, il legale è stato successivamente trasferito al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è ricoverato con ustioni e lesioni che interessano circa il 20% del corpo. Non sarebbe in pericolo di vita.

I precedenti

Nel 2007, a Catania, la donna, insieme a un complice, venne riconosciuta colpevole dell’omicidio del marito, Giuseppe Pietropaolo Furnari, raggiunto da numerosi fendenti di coltello. In seguito al riconoscimento della seminfermità mentale, ha scontato l’ultima parte della pena presso l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, tornando in piena libertà nel 2020.

Le indagini della Procura di Messina

Maria Grazia Messina, come è vergato in una nota diffusa dal procuratore di Messina Antonio D'Amato, è destinataria di un decreto di fermo emesso dal pubblico ministero per lesioni aggravate. I fatti per cui si procede risalgono alla serata di venerdì 25 settembre scorso, allorquando la donna — in passato già assistita da Broccio in un processo penale — aveva chiesto di incontrarlo per ottenere una consulenza legale. L'indagine è nata dalla denuncia della parte offesa, che nell'immediatezza del fatto ha riferito di aver subito le lesioni durante un incontro promosso dalla stessa donna. Il decreto di fermo — che riflette un quadro indiziario provvisorio ed è ora al vaglio della Procura di Catania — si fonda su un grave compendio indiziario, costituito allo stato dalle informazioni rese dalla vittima e da altri testimoni, nonché da una serie di intercettazioni finalizzate a rintracciare l'indagata, che nell'immediatezza del fatto si era resa irreperibile.

Il 58enne aveva prelevato la donna alla stazione ferroviaria di Messina Centrale, per poi dirigersi con lei verso il suo studio legale a Santo Stefano Medio. Al momento di scendere dall'auto, la donna avrebbe prelevato dalla propria borsa una bottiglietta con del liquido e l'avrebbe schizzato all'indirizzo dell'uomo, per poi fuggire a piedi.

Nella circostanza, l'uomo ha contattato il "112 NUE", per chiedere l'intervento di personale sanitario e delle forze dell'ordine, venendo inizialmente ricoverato al Policlinico di Messina. Subito dopo l'intervento dei Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, sono partite immediatamente le ricerche della donna, che nella serata di ieri è stata rintracciata a Catania, lungo una pubblica via. Il decreto di fermo, essendo stato eseguito nel territorio di competenza della Procura della Repubblica etnea, dovrà essere sottoposto alla convalida da parte del gip del Tribunale di Catania; successivamente, gli atti saranno trasmessi a questo Ufficio che procederà a richiedere la conseguente misura cautelare.