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Droga

Mineo, arrestati padre e figlio: avevano oltre cinquecento dosi di hashish e microtelefoni in auto

La droga e i dispositivi erano nascosti all'interno di una bottiglia di plastica. Il 65enne e il 35enne di Ramacca fermati dai carabinieri di Palagonia per un controllo stradale

25 Settembre 2026, 11:32

11:40

Mineo, arrestati padre e figlio: avevano oltre cinquecento dosi di hashish e microtelefoni in auto

Un controllo alla circolazione stradale si è trasformato in un'operazione antidroga che ha portato all'arresto di un sessantacinquenne e del figlio trentacinquenne, entrambi originari di Ramacca e già noti alle Forze dell’Ordine per vicende giudiziarie pregresse. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Palagonia, impegnati in un’attività di presidio del territorio finalizzata al contrasto dello spaccio, hanno fermato in sicurezza l’autovettura sulla quale viaggiavano i due uomini nel territorio di Mineo. Fin dai primi istanti, padre e figlio hanno mostrato un'evidente insofferenza, fornendo ai militari spiegazioni ritenute incoerenti circa la loro presenza nella zona.

Tale atteggiamento sospetto ha spinto i carabinieri ad approfondire le verifiche, procedendo a un'accurata perquisizione personale e del veicolo. Le ricerche hanno dato esito positivo: nella zona del sedile anteriore occupato dal passeggero è stata rinvenuta una bottiglia di plastica, privata del suo contenuto originario, al cui interno erano stati abilmente nascosti sei involucri contenenti oltre cinquecento dosi di hashish e ben nove microtelefoni cellulari. Le particolari modalità di confezionamento e il metodo di occultamento hanno fornito la conferma che la sostanza fosse destinata alla cessione a terzi e non al mero uso personale. Il contenitore e il materiale illecito sono stati immediatamente posti sotto sequestro, mentre i due uomini sono stati arrestati con l'accusa di «detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso». Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, padre e figlio sono stati infine trasferiti presso la Casa circondariale di Caltagirone.