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La bozza d'accordo di Stm da 5 miliardi per Agrate e Catania: nodo approvvigionamento idrico, prepensionamenti e assunzioni mantengono aperta la trattativa
Tra gli obiettivi 5.000 wafer/settimana al SiC campus entro il 2028, sviluppo GaN e continuità PMOS
«Finalmente l’azienda è entrata nel merito. La StMicroelectronics si è presentata all’incontro con i sindacati e i rappresentanti del governo regionale e nazionale con una bozza di un accordo quadro molto importante per gli stabilimenti di Agrate e Catania. Un accordo quadro che è prova degli investimenti che già erano stati annunciati. Parliamo di circa 5 miliardi di euro per il raggiungimento di 5.000 wafer/week entro il 2028 nel Sic campus e la prosecuzione della produzione PMOS e la crescita della capacità, con sviluppo del GaN fino alla saturazione, nello stabilimento M5». E’ quanto si legge in una nota del sindacato Ugl.
«Particolarmente importante rimane il tema dell’approvvigionamento idrico, strettamente collegato alla possibilità di sostenere l’incremento produttivo del SiC Campus, ma guardiamo con fiducia e spirito costruttivo al lavoro che si sta portando avanti e per cui, come sempre, siamo pronti a collaborare - aggiunge Angelo Mazzeo, vice presidente Ugl Metalmeccanici.- La prossima riunione è prevista entro la fine del mese di ottobre. Restano ancora necessarie verifiche e integrazioni sull'accordo quadro, affinché i contenuti possano garantire adeguatamente il lavoro, l’occupazione, gli investimenti e le prospettive di sviluppo dei siti italiani. Vanno valutati con molta attenzione le prospettive per i prepensionamenti e le nuove assunzioni che purtroppo, sono prospettate solo a partire dalla metà del 2027 perché condizionate alla chiusura di un reparto. La trattativa quindi, è ancora in corso. Quanto presentato dall’azienda rappresenta al momento un’ipotesi di sviluppo che dovrà essere tradotta in impegni concreti, verificabili e vincolanti».
Prudente invece il commento del segretario generale della Uilm di Catania, Giuseppe Caramanna al termine dell'incontro al Mimit. “È positivo che il nostro appello al confronto con azienda e istituzioni politiche sulle prospettive di Stm Catania, quindi di Catania, sia stato raccolto e oggi sia diventato realtà in sede ministeriale. Sulle prospettive del sito, però, la cautela è d’obbligo perché i progetti futuri devono ancora fare i conti con le incertezze presenti, come quelle sull’approvvigionamento idrico necessario allo sviluppo del Sic Campus”.
Caramanna aggiunge: “Abbiamo sollecitato garanzie alla Stm sulla tutela delle risorse umane, a fronte di piani aziendali che devono essere fondati su investimenti e nuove assunzioni ma anche e soprattutto sulla ricollocazione di tutto il personale, nessuno escluso, attualmente in servizio nello stabilimento e sulla salvaguardia dei livelli salariali. Noi della Uilm abbiamo chiesto per la firma dell’accordo-quadro l’introduzione del cosiddetto meccanismo di isopensione, con il pagamento di un assegno mensile ai prepensionati fino al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge, ma l’azienda ha detto no. Così come ha detto no a ogni ipotesi di ricambio generazionale padre-figlio, con l’uscita degli uni per fare posto in fabbrica ai secondi”.
“Un nuovo incontro si terrà a fine ottobre – conclude il segretario Uilm – e confidiamo in un ripensamento su proposte di buon senso. Quelle che abbiamo rilanciato oggi nel corso dell’incontro in sede ministeriale”.